Famiglia nel bosco, il Tribunale dell’Aquila scrive al Csm: «L’ispezione su noi è lecita?». Il ministero replica: «Agiamo secondo la normativa»

Ci atteniamo alle leggi. Questa in sostanza la risposta dal Ministero in merito alle accuse partite dal Tribunale dell’Aquila per la famiglia nel bosco. La presidente del Tribunale dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, ha scritto al Csm ponendo con urgenza una domanda: se la tipologia di ispezione, da parte dei tecnici del ministero della Giustizia, sia legittima oppure eccessivamente invasiva o potenzialmente dannosa ai fini dell’autonomia e dell’indipendenza dei giudici. In serata è arrivata la replica del ministero di Nordio. «Questo ispettorato generale – riporta la nota – fa presente che, in adempimento dell’incarico di inchiesta amministrativa ricevuto con atto del Gabinetto, si è rigorosamente attenuto a quanto previsto dall’art.12 della legge n.1311 del 1962 e che tutta l’attività svolta in occasione dell’accesso in loco e le successive richieste di atti sono strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell’incarico ricevuto dall’onorevole Ministro della Giustizia, Carlo Nordio».
«Si evidenzia, peraltro, che il richiamato articolo 12 prevede che il Magistrato Ispettore di un inchiesta nei riguardi di un magistrato deve, al termine dell’indagine e senza l’osservanza di particolari formalità, chiedere informazioni al Capo dell’Ufficio e chiarimenti all’interessato e poi riferire in merito al servizio prestato da quest’ultimo. Si sottolinea, pertanto, che tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della sopra descritta normativa che, peraltro, non richiede “l’osservanza di particolari formalità nella conduzione dell’inchiesta amministrativa”», aggiungono dal ministero in una nota.
Il nodo del monitoraggio continuo che insospettisce i giudici abruzzesi
Per la presidente Orlandi invece, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l’andamento del procedimento e il contenuto dei successivi provvedimenti dei magistrati sulla vicenda, richiedendo l’eventuale acquisizione di atti istruttori. Per questo una richiesta formale al Csm, sostenuta anche dall’Associazione nazionale magistrati. Facendo diventare il dibattito inevitabilmente politico.
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L’Anm dalla parte del Tribunale de L’Aquila
La mossa di Orlandi arriva dopo l’allarma lanciato dall’Anm. «Esprimiamo la nostra preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila». Ha dichiarato la Giunta esecutiva, che aggiunge: «Si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza». La giunta auspica «un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione».
La Lega risponde all’Anm: «Vergognatevi»
«Preoccupati per il ‘lavoro’ dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all’amore di mamma e papà. Vergognatevi!». Lo scrive su X la Lega commentando le dichiarazioni dell’Anm.
Pillon: «L’obiettivo resta quello di creare le condizioni per un dialogo leale nell’interesse dei minori»
Intanto l’avvocato Simone Pillon, nuovo legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, domani alle 11 si recherà in visita alla casa famiglia. Mentre mercoledì incontrerà gli operatori del servizio sociale e altri soggetti istituzionali coinvolti. «Alle 15 rilascerò una breve dichiarazione presso la nuova abitazione dei Trevallion, messa a disposizione dal Comune di Palmoli. Mercoledì incontrerò gli operatori del servizio sociale e gli altri soggetti istituzionali coinvolti. L’obiettivo resta quello di creare le condizioni per un dialogo leale nell’interesse dei minori», ha dichiarato in una nota l’avvocato.

