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L’ospedale di Padre Pio nei guai, il mare di debiti e l’allarme in Vaticano. La mossa drastica del Papa: chi ha mandato per salvarlo

27 Maggio 2026 - 15:25 Matteo Revellino
Papa Leone e l'ospedale di Padre Pio
Papa Leone e l'ospedale di Padre Pio
Prevost intende commissariare di fatto la Fondazione «Casa Sollievo di Sofferenza», ospedale di San Giovanni Rotondo voluto da Padre Pio: una commissione con poteri eccezzionali in cui scompare la figura di Pietro Parolin
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Una commissione con poteri eccezionali per salvare la Fondazione «Casa Sollievo della Sofferenza», ospedale voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo, in Puglia, e che oggi si ritrova sommerso dai debiti. Secondo il Messaggero, si tratterebbe di ammanchi per oltre 200 milioni di euro. È l’iniziativa di Papa Leone XIV nel suo ultimo Chirografo. Il Pontefice non parla di «crisi» o di «commissariamento», ma evidenzia la necessità di un cambiamento dell’attuale modello di gestione di uno degli ospedali più grandi del Sud Italia, che conta 713 posti letto e oltre 2600 dipendenti. Oltre a essere uno dei simboli del cattolicesimo italiano del Novecento. La Santa Sede quindi intende intervenire in modo diretto, iscrivendo questa mossa in un cambiamento della strategia vaticana che mira a un maggior accentramento delle decisioni.

Come sarà composta la commissione

Quello del Papa appare come un passaggio istituzionale molto forte. Leone avrebbe considerato finora insufficiente il normale sistema di controllo interno, in vigore fino ad ora. La nuova commissione che la Santa Sede intende creare sarà dotata di ampi poteri, tali anche da sostituirsi agli organi del Vaticano nella Fondazione. Cambia anche l’impianto deciso da Papa Francesco per la governance dell’ospedale. Non compare più la figura del cardinale Pietro Parolin, finora referente diretto della Fondazione. Al suo posto il nuovo Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli.

Il presidente è il laico spagnolo Maximino Caballero Ledo che, in quanto prefetto della Segreteria per l’Economia, controlla tutti i conti del Vaticano ed è uno dei protagonisti della riforma. Lo seguono Fabio Gasperini, Monsignor Giordano Piccinotti dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), monsignor Giorgio Ferretti e nel Comitato Tecnico Benjamín Estévez de Cominges, Gino Gumirato, e l’avvocato Alessandro Ela Oyana.

La trasformazione della strategia vaticana

La decisione di Leone XIV si inquadra in una trasformazione della strategia vaticana, più tecnocratica e soprattutto centralizzata rispetto al passato. Per molti anni la Santa Sede, infatti, aveva gestito grandi istituzioni, come l’ospedale fondato da Padre Pio nel 1956, affidandosi prevalentemente al prestigio ecclesiale e alla raccolta di fondi.

Leone, invece, intende proseguire e radicalizzare la linea di Francesco, con controllo diretto, trasparenza e forte accentramento delle decisioni. Si spiegano quindi così le nomine nella commissione per salvare e gestire l’ospedale di San Giovanni Rotondo: uno strumento che il Vaticano usa solo in situazioni di grande difficioltà gestionale o finanziaria. Il Chirografo di Leone non fornisce alcun dato, ma si ipotizza che i debiti superino i 200 milioni di euro.

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