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Papa Leone a Pompei, la preghiera sulla pace: «Non rassegnarsi alle immagini di morte». La visita poi a Napoli: «Città trascurata come la vita»

08 Maggio 2026 - 16:09 Matteo Revellino
Papa Leone XIV Pompei
Papa Leone XIV Pompei
La visita al santuario della Madonna del Rosario di Prevost, per il primo anniversario del suo pontificato. In anticipo, si è poi spostato al duomo di Napoli
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Era la quinta volta che un pontefice visitava Pompei. Papa Leone XIV lo fa oggi per celebrare il primo anniversario del suo pontificato: «Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa». Durante la messa celebrata davanti a 20mila fedeli nella piazza sulla piazza Bartolo Longo a Pompei, Prevost evidenzia due «intenzioni di pressante attualità: la famiglia e la pace, messa a repentaglio da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana».

Il Papa: «Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte»

L’incontro con i fedeli a Pompei è l’occasione per ricordare due dei suoi predecessori. Prima, l’incontro che Giovanni Paolo II organizzò ad Assisi nel 1986 con i leader di tutte le religioni «invitando tutti a pregare per la pace». Poi, Papa Bergoglio: «In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione. Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono», ha detto Leone.

«Niente ci fermerà da un futuro di pace»

Prima della messa, il papa ha visitato e salutato i disabili e malati assistiti dal “il Tempio della Carità”. «Stringiamoci a Lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento», il pensiero di Prevost durante l’incontro.

Il papa nel Duomo di Napoli: «Città di bellezza e dolore, trascurata come la vita»

Dopo la visita a Pompei, il trasferimento a Napoli in elicottero. Accolto da singoli classici della canzone napoletana come O Sole mio e O Sordato ‘nnammurato suonati da cento ragazzi, il pontefice fa il suo ingresso al Duomo. Durante il suo discorso, il papa cita la frase di Francesco, «La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! È questa la vostra grande risorsa: la gioia e l’allegria. Qui per farmi contagiare dalla vostra gioia», e parla di «trascuratezza che si vede nelle strade, negli angoli della città, delle aree comuni e delle periferie, o la vita stessa che è trascurata quando si fa fatica a custodirne la bellezza». Il pontefice rivolge poi un monito per il futuro: «Napoli è una città dai mille colori: è una città antica abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insaguinata dalla violenza. In questo contesto, l’agire pastorale è chiamato a una continua incarnazione del messaggio evangelico.»

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