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Jannik Sinner, che cos’è il “malore oscuro”: stress, caldo e fattori genetici?

29 Maggio 2026 - 05:02 Alessandro D’Amato
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L'ennesimo malore che ha colpito Sinner al Roland Garros apre il dibattito su cos'ha il campione altoatesino. Il parere degli esperti, gli esami fatti e non fatti e i fattori di stress e alimentazione. Oltre alla genetica
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6-3, 6-2, 5-7, 1-6, 1-6. Jannik Sinner è uscito contro Francisco Cerùndolo al secondo turno del Roland Garros. Ancora una volta a causa di un malore. E la sconfitta torna ad alimentare i dubbi sul male periodico che sembra colpirlo a periodi alterni. Ma che cos’ha Jannik Sinner? «Solo lui, il team e il suo medico sanno esattamente cos’è successo. A me sembra un colpo di calore. E non è la prima volta che il ragazzo ha qualcosa che non va, in certe condizioni estreme di temperatura, è quello il suo Tallone d’Achille», dice Paolo Bertolucci. «Sono situazioni di grande stress. Esiste un fattore genetico che determina la capacità di assorbire ed eliminare sodio, potassio, cloro e magnesio», dice invece l’esperto Giovanni Di Giacomo. E altri concordano.

Il “malore oscuro” di Sinner

Alla base del “malore oscuro” di Sinner c’è proprio il tennis. Il numero uno del mondo ha giocato 29 match in 71 giorni su due superfici e due continenti diversi, ricorda oggi il Corriere della Sera. Anche il format del Grande Slam (tre set su cinque) pare metterlo in difficoltà. I sintomi che il campione altoatesino dichiara sono sempre gli stessi: vertigini, nausea, calo di energie. La dirimente può essere il caldo sopra i 30°? In teoria sì, nella pratica a Roma si è sentito male durante una serata fresca e non afosa. Vesciche e dermatite su schiena e gambe sembrano invece problemi superati. Secondo il quotidiano se c’è dell’altro, Sinner e il comitato di salute pubblica che lo circonda sono impegnati a non dirlo. O forse non lo sanno neppure loro.

Gli esami e il male misterioso

«Non gli mettiamo tarli nel cervello, ci sono giorni con alti e bassi, è normale che sia così», ha risposto Vagnozzi a Montecarlo alla richiesta di ulteriori esami sul male misterioso. Mentre il Corriere ipotizza persino una «relazione tra capelli rossi, carnagione chiara piena di efelidi (fototipo 1) e cambiamenti termici è studiata dalla scienza: la mutazione del gene MC1R influenza nel cervello i recettori del dolore e della temperatura». Gianfranco Beltrami, vice presidente della Federazione medico sportiva italiana, dice al Messaggero che «la problematica può essere legata ai sintomi premonitori di un colpo di calore, anche se Jannik non dà la colpa principale al clima torrido, accentuati da una stanchezza accumulata dai pressanti e continui impegni, ma anche da fattori contingenti».

Sonno, riposo, stress, alimentazione

Secondo il medico ci sono «fattori legati al sonno, al riposo, allo stress o all’alimentazione. Tutti fenomeni normali, che possono accadere a tutti gli atleti e anche ai grandi campioni che di solito si risolvono spontaneamente con un periodo di riposo e di recupero attivo». Mentre riguardo il caldo record di questi giorni «il colpo di calore si verifica quando i meccanismi di dispersione del calore dell’organismo non sono completamente in grado di impedire il surriscaldamento del corpo con conseguente progressivo ed eccessivo innalzamento della temperatura interna, che diventa incompatibile con il buon funzionamento dei processi enzimatici e biochimici necessari per la contrazione muscolare e la perfetta funzionalità dei vari organi e apparati».

Nausea e vomito

I sintomi tipici, spiega Beltrami, sono proprio quelli accusati da Sinner: nausea e vomito. «Per cercare di disperdere il calore l’organismo mette in atto una serie di misure che tendono a irrorare maggiormente la cute riducendo l’afflusso sanguigno all’apparato digerente e provocando malessere. Inoltre il calore estremo può danneggiare temporaneamente le cellule del sistema nervoso, stimolando direttamente il centro del vomito situato nel cervello. Quando le temperature interne superano i 38-40 gradi possono comparire anche accelerazione della frequenza cardiaca , maggiore difficoltà nella respirazione, pelle arrossata, mal di testa, debolezza muscolare alle volte accompagnata da crampi».

Fattori genetici

Di fattori genetici parla invece con il Messaggero il professor Giovanni Di Giacomo, responsabile di Ortopedia e Traumatologia del Concordia Hospital di Roma. «Esiste un fattore genetico che determina la capacità di assorbire ed eliminare sodio, potassio, cloro e magnesio», spiega. «Quando quella soglia viene superata, il corpo reagisce con problemi neurologici e muscolari incontrollabili. È esattamente ciò che si è visto nel terzo set del match contro Cerúndolo», aggiunge. Non c’entra nulla quindi la preparazione atletica: «Sinner è seguito nel miglior modo possibile e lui stesso cura ogni dettaglio della sua preparazione. Non ci sono responsabilità».

Le temperature e gli atleti

Anche se, secondo Di Giacomo, il punto centrale è che «il tennis moderno continua a sottovalutare l’impatto delle temperature elevate sulla salute degli atleti. Queste problematiche sono ben conosciute nella medicina sportiva. Eppure alcuni tornei non prendono provvedimenti adeguati. Alla fine ci rimettono i giocatori, il pubblico e persino lo spettacolo». E conclude: «La qualità di un giocatore non si misura sottoponendolo a stress estremi dovuti al caldo. Quello non ha nulla a che vedere con il tennis. Basterebbe coprire il campo come avviene alle ATP Finals di Torino e garantire le stesse condizioni climatiche a entrambi i giocatori. Così si esalterebbe il tennis vero, senza permettere a fattori esterni di influire sulla qualità del gioco».

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