Progetto Artichoke e vaccini: cosa dice davvero il documento CIA del 1952 sul controllo mentale

Circola la narrazione secondo cui «i file declassificati della CIA» rivelerebbero un piano per manipolare le menti somministrando di nascosto sostanze attraverso i vaccini. Il documento citato è autentico e parla davvero di vaccinazioni, ma viene forzatamente associato alla campagna di vaccinazione anti Covid-19.
Per chi ha fretta
- Il documento è reale e si intitola «Special Research for Artichoke». È datato 23 aprile 1952 e fa parte del Progetto Artichoke, precursore del programma MKUltra.
- Cita davvero le vaccinazioni, ma dentro un elenco di possibili veicoli, insieme a cibo, acqua, Coca-Cola, birra, liquori e sigarette.
- Gli esperimenti puntavano a singoli individui, come prigionieri, sospette spie, soggetti vulnerabili, non alla vaccinazione di intere popolazioni.
- È una proposta di ricerca, non la prova che la CIA abbia drogato qualcuno attraverso i vaccini.
- Non è una desecretazione del 2026. Infatti, il file è pubblico almeno dal 1983 e torna a circolare solo perché caricato di recente nel reading room online della CIA.
Come viene condivisa
La narrazione gira soprattutto su Facebook, in forma di reel che mostra lo screenshot del titolo di un articolo del sito sudafricano 2oceansvibe, tradotto in italiano. Il testo recita: «I file declassificati della CIA rivelano piani agghiaccianti per manipolare la mente delle persone – Avevano pianificato di farlo somministrando segretamente vaccini».

Nella descrizione che accompagna il reel leggiamo: «Dal 2020 al 2026 sono cambiate tante cose… Non ne abbiamo sbagliata mezza ragazzi». Nello stesso reel, l’autore si vanta di “non avere nulla in corpo” dal 2020, ovvero dall’inizio della pandemia Covid-19. La narrazione, dunque, è collegata alla vaccinazione contro il Sars-Cov-2.
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Cosa dice davvero il documento
Il documento della CIA, di sette pagine, propone di sviluppare sostanze in grado di alterare comportamento e pensiero, da somministrare di nascosto. Lo stesso testo ammette che alcuni dei suggerimenti sono controversi.
Il passaggio finito al centro della catena virale è questo: «This study should include chemicals or drugs that can effectively be concealed in common items such as food, water, coca cola, beer, liquor, cigarettes, etc. This type of drug should also be capable of use in standard medical treatments such as vaccinations, shots, etc.».
In italiano: «Questo studio dovrebbe includere sostanze chimiche o farmaci che possano essere efficacemente occultati in articoli comuni come cibo, acqua, coca cola, birra, liquori, sigarette, ecc. Questo tipo di farmaco dovrebbe inoltre poter essere impiegato in trattamenti medici standard come vaccinazioni, iniezioni, ecc.»
La parola «vaccinazioni», quindi, c’è, ma non è un piano singolo né il cuore del documento. Si tratta di una voce in una lista di oggetti di uso quotidiano, accanto a birra e sigarette, ed è formulata come campo di ricerca da esplorare. Una cosa è proporre di studiare un metodo, un’altra è dimostrare che sia stato usato.
C’è poi un punto che la versione virale ignora del tutto. Gli obiettivi del Progetto Artichoke non erano le popolazioni o controlli di massa, ma singoli individui come prigionieri, sospette spie, soggetti considerati sacrificabili, da sottoporre a interrogatori o a tentativi di controllo del comportamento. Le vaccinazioni comparivano come uno dei modi per somministrare di nascosto una sostanza a una persona precisa, non come un programma di finta immunizzazione e di controllo di massa.
Perché la narrazione è fuorviante
Di fatto, leggere quell’appunto come la prova di un piano per controllare mentalmente il mondo tramite i vaccini risulta completamente falso.
Il Progetto Artichoke (1951-1956) e il successivo MKUltra sono pagine reali e documentate della storia della CIA, con sperimentazioni su soggetti spesso inconsapevoli. Non sono un segreto emerso oggi, in quanto i loro abusi sono noti almeno dalle inchieste del Congresso statunitense negli anni Settanta. Il documento del 1952 è stato declassificato nel 1983 ed è tornato virale di recente.

Dell’argomento se ne era occupato Massimo Polidoro.
Conclusioni
Il documento è autentico e cita davvero le vaccinazioni tra i metodi di somministrazione ipotizzati, ma la narrazione lo usa in modo ingannevole per agganciarla alle vaccinazioni anti Covid-19.
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