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L’Ue valuta il congelamento del price cap al petrolio russo: ecco come la guerra in Iran rischia di gonfiare le casse del Cremlino

31 Maggio 2026 - 16:55 Bruno Gaetani
ue ipotesi congelamento price cap petrolio russo
ue ipotesi congelamento price cap petrolio russo
La spinta al rialzo delle quotazioni del greggio rischia di trasformare il meccanismo adottato da Bruxelles in un boomerang. Ecco come potrebbe intervenire ora l'Unione europea
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Mentre la guerra in Iran è entrata nel suo quarto mese, l’Unione europea sta valutando di congelare temporaneamente il tetto massimo sul prezzo del petrolio russo prima dell’eventuale rialzo previsto in estate. Lo scrive Bloomberg, citando fonti informate. La misura potrebbe sembrare paradossale, ma nasconde una spiegazione. Le sanzioni imposte da Bruxelles contro Mosca sono nate con l’obiettivo esplicito di ridurre gli incassi petroliferi del Cremlino. Peccato che la guerra in Iran scatenata da Stati Uniti e Israele abbia spinto verso l’alto il prezzo a cui il petrolio russo può essere venduto sui mercati. Da qui, dunque, la valutazione in corso da parte dell’Ue di introdurre una qualche modifica.

Come funziona il price cap europeo al petrolio russo

Lo scorso anno, l’Unione europea ha adottato un meccanismo dinamico per garantire che il price cap venga fissato automaticamente ogni sei mesi a un livello inferiore del 15% rispetto al prezzo medio di mercato del greggio russo Urals. L’attuale soglia di prezzo è di 44,10 dollari al barile e a luglio vedrebbe probabilmente il livello salire ad almeno 65 dollari al barile. Un livello che è addirittura superiore ai 60 dollari fissati nel 2022 dal G7 quando venne introdotto per la prima volta il sistema delle sanzioni sul petrolio russo. In assenza di interventi, dunque, la misura rischierebbe di consentire alla Russia di vendere il proprio petrolio a prezzi molto più elevati.

Le opzioni sul tavolo di Bruxelles

Di fronte a questo scenario, la Commissione europea si ritrova con diverse opzioni sul tavolo. La più severa, che secondo Bloomberg è in fase di valutazione, sarebbe il congelamento del price cap agli attuali 44,10 dollari al barile, scongiurando così qualsiasi aumento. In alternativa, Bruxelles potrebbe sospendere il meccanismo automatico di adeguamento fino alla fine dell’anno oppure fissare un tetto massimo a 60 dollari al barile, riallineandosi di fatto alla soglia concordata in sede G7.

Mosca esulta: «L’Europa ha bisogno di noi per sopravvivere»

Qualunque misura scelta da Bruxelles verrebbe inserita con ogni probabilità nel ventunesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, che potrebbe essere annunciato già a inizio giugno. Nel frattempo, Mosca commenta positivamente le indiscrezioni di Bloomberg: «Come previsto, la crisi energetica sta costringendo l’Ue a essere più realistica e a iniziare a correggere gli errori del passato. L’Europa ha bisogno della Russia per sopravvivere».

Foto copertina: EPA/Anatoly Maltsev | Alcune petroliere in arrivo al terminal di San Pietroburgo, in Russia

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