La guerra cambia le vacanze agli italiani: male l’Egitto, bene la Spagna, sorpresa Capo Verde. Le agenzie viaggi: «Perso il 30% del fatturato»

Prima i timori sulle scorte di carburante per gli aerei, poi quelli di un’impennata dell’inflazione per via della guerra in Medio Oriente. Per alcuni, addirittura la paura – poi rapidamente ridimensionata – di una nuova pandemia, questa volta di hantavirus o ebola. L’estate 2026 degli italiani parte da qui: da un clima di incertezza che ha finito per pesare anche sulle scelte di viaggio. Il risultato, secondo tour operator, agenzie di viaggio e operatori del settore, è un rallentamento del turismo organizzato. La voglia di viaggiare c’è ancora, sia chiaro. La differenza, semmai, è che ancora più che in passato gli italiani tendono a prenotare sotto data. In più, complice l’incertezza creata dalla guerra in Medio Oriente, aumenta la percentuale di chi sceglie di trascorrere le vacanze in Italia.
Le agenzie viaggi soffrono: «Perso il 30% del fatturato»
A segnalare un calo delle prenotazioni per la prossima estate sono innanzitutto le agenzie viaggi, vero termometro del turismo organizzato. «La crisi nel Golfo ha bruciato l’advanced booking, ossia la prenotazione anticipata. È saltato un equilibrio», spiega a Open Domenico Pellegrino, presidente dell’Aidit (Associazione Italiana distribuzione turistica). Il vero problema, secondo Pellegrino, non deriva dagli eventi in sé quanto dall’allarmismo che hanno generato: «Il mondo del turismo organizzato è finito in un tritacarne di comunicazione negativa. Una delle domande che ci venivano poste più spesso dai clienti era: “Ci sarà carburante per partire e tornare indietro?”. La domanda non è calata, ma non riesce a concretizzarsi con facilità. Paradossalmente, facciamo più preventivi dello scorso anno ma ne finalizziamo molti meno».
Secondo l’osservatorio Aidit, «la situazione rimane molto critica e la perdita di fatturato prevista dagli operatori su base annua si attesta tra il 25% e il 30% rispetto al 2025». Questo accade innanzitutto perché il clima di incertezza ha portato alcuni a posticipare la programmazione delle vacanze estive, altri a rinunciarci del tutto. Tra chi ha deciso di partire e rivolgersi a un’agenzia viaggi, la classifica delle mete predilette è cambiata. La guerra in Medio Oriente, per esempio, ha avuto riflessi forti anche sulle mete vicine. «Per l’Egitto, che è la destinazione preferita dagli italiani all’estero, vediamo un calo delle prenotazioni del 45%», fa sapere Pellegrino.
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Anche gli Stati Uniti sono una destinazione in calo. In questo caso, non per una guerra, ma per via delle tensioni diplomatiche tra l’Europa e Donald Trump, che – spiega sempre Pellegrino – hanno portato a un -20% di prenotazioni rispetto allo scorso anno. A crescere, semmai, sono le destinazioni percepite come più sicure e affidabili in un contesto di incertezza, vale a dire quelle più vicine a casa. «Tutto ciò che è prossimo viene percepito come meno rischioso. Il turismo in Italia – osserva il presidente di Aidit – cresce in modo sensibile e anche in Spagna siamo vicini alla saturazione dell’offerta». In ripresa anche le prenotazioni delle crociere, nonostante – fa notare Pellegrino – «abbiano subito gravi danni dalla comunicazione sulla diffusione dell’hantavirus».
I tour operator: «Si prenota sempre più sotto data»

Una conferma del quadro dipinto dalle agenzie viaggi arriva anche dai tour operator. «Il consumatore oggi segue con molta attenzione l’evoluzione dello scenario geopolitico e tende a orientarsi verso destinazioni considerate più stabili e sicure», spiega a Open Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi. Insomma, più che una rinuncia a viaggiare, sembra prendere corpo la tendenza a scegliere con attenzione quando e dove trascorrere le proprie vacanze.
«Si prenota più vicino alla partenza, si valutano con maggiore attenzione le destinazioni e si ricercano formule più flessibili e tutelanti», osserva ancora Ezhaya. Il presidente dell’associazione dei tour operator conferma che il caos geopolitico dei mesi scorsi «sta impattando severamente sugli ordini estivi». Ma proprio la tendenza a prenotare sotto-data potrebbe far sì che gli operatori sperino in un recupero progressivo della domanda nel corso dell’estate.
Per quanto riguarda le mete, secondo Ezhaya, «Italia e Mediterraneo continuano a mantenere un ruolo importante, in particolare Baleari e Canarie, anche perché intercettano una domanda orientata a vacanze percepite come più vicine, familiari e facilmente gestibili». L’Egitto, pur rimanendo una destinazione competitiva, continua a risentire della guerra in Medio Oriente. «Il ruolo dei Tour Operator assume ancora più valore, perché chi prenota attraverso il turismo organizzato può contare su assistenza, tutela e supporto nella gestione di eventuali criticità operative». Reggono, infine, i viaggi a lunga percorrenza come Giappone o Sud America, soprattutto tra chi non cerca una semplice vacanza ma una vera e propria esperienza.
WeRoad: cresce il Nord Europa, ma la sorpresa dell’anno è Capo Verde

Più positiva l’immagine che restituisce WeRoad, secondo cui gli italiani, a prescindere dalle incertezze, continuano a voler viaggiare. «La domanda non si è fermata. Rispetto al passato, i viaggiatori sono diventati più flessibili: questo perché il viaggio ha ormai un significato più profondo del semplice divertimento e alla fine le persone si adattano, cambiano destinazioni, ma non rinunciano a viaggiare», spiega a Open Stefano Arossa, commercial regional manager di WeRoad. Certo, alcune tratte stanno sentendo della crisi in Medio Oriente, a partire dalle destinazioni del Sud Est asiatico. Ma ci sono altri mercati che compensano quella perdita.
«Il Sud America cresce, con il Perù a +19% e il Brasile a +6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche i Paesi Nordici stanno crescendo molto per l’estate: il Nord Europa nel complesso segna un +80%, con l’Islanda a +70% e la Norvegia a +60%», spiega ancora Arossa. La sorpresa dell’anno, rivela WeRoad, è Capo Verde, che cresce «di otto volte rispetto all’anno scorso» anche grazie alle nuove tratte low-cost in partenza da Milano. In ogni caso, qualche resistenza a partire rimane, al punto che WeRoad si è sentita chiamata in causa per rassicurare i suoi clienti. «Abbiamo deciso di andare incontro alle persone e ampliato le maglie della flessibilità: oggi è possibile prenotare a zero euro, pagando il deposito solo alla conferma del viaggio, modificare data o destinazione senza penali fino a 31 giorni prima della partenza, e ottenere un rimborso in voucher se il volo viene cancellato fino al giorno prima».
Foto copertina: Dreamstime/Olesia Bilkei

