Niente soggiorni gratis in cambio di contenuti sui social: la stretta di Bali contro influencer e content creator «scrocconi»

Arriva la stretta a Bali per influencer e nomadi digitali. Nelle ultime settimane, le autorità locali hanno intensificato i controlli sugli attività stranieri che entrano sull’isola con un visto turistico e si mettono a creare contenuti o pubblicare materiale monetizzato e promozionale senza avere un permesso di lavoro valido. La legge indonesiana prevede, infatti, che anche le collaborazioni prive di un compenso diretto sono considerate a tutti gli effetti lavoro, purché generino un guadagno economico.
La stretta su influencer e content creator
La stretta rischia di abbattersi soprattutto su chi gode di soggiorni gratuiti in cambio di contenuti promozionali sui propri canali social. Una strategia utilizzata da molti hotel, resort e altre strutture di Bali, che offrono ospitalità gratuita o fortemente scontata in cambio di foto, video o pubblicità di altro genere. Si tratta di una pratica molto comune tra i content creator, ma illegale se si arriva sull’isola con un visto turistico.
Cosa rischia chi viola la legge sui visti turistici
Per far sì che la legge indonesiana sia effettivamente rispettata, le autorità locali hanno attivato una nuova unità speciale che agisce nelle aree più turistiche dell’isola, sia con controlli fisici che tramite il monitoraggio dei social. Stando a quanto dichiarato, la stretta delle ultime settimane ha già portato al fermo di decine di persone per violazioni relative all’uso irregolare del visto turistico. Le sanzioni possono includere multe, revoca del visto, detenzione temporanea, espulsione e, nei casi più gravi, divieto permanente di ingresso nel Paese.
Foto copertina: Pixabay/Sushuti

