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Flotilla, prolungato il carcere per i due italiani bloccati in Libia: il console chiede una visita. Come stanno gli attivisti Domenico e Dina

02 Giugno 2026 - 18:41 Ygnazia Cigna
flotilla italiani carcere
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La Farnesina, insieme all'Ambasciata d'Italia a Tripoli e al Consolato Generale di Bengasi, continua a mantenere contatti con le autorità locali e le famiglie sono in costante aggiornamento
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Restano in carcere i due cittadini italiani fermati in Libia mentre partecipavano alla Flotilla di terra, la mobilitazione umanitaria terrestre nata in parallelo alla Global Sumud Flotilla marittima. Nella giornata di oggi i due connazionali sono comparsi davanti al procuratore libico, che ha disposto la continuazione della detenzione almeno fino alla prossima udienza. A renderlo noto è il ministero degli Esteri, che attraverso una nota ha confermato il costante impegno della rete diplomatica italiana nel seguire la questione.

Il console chiede una nuova visita ai due detenuti

Contestualmente, il Console Generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, ha presentato una nuova richiesta formale per poter effettuare una visita consolare ai due detenuti. La Farnesina, insieme all’Ambasciata d’Italia a Tripoli e al Consolato Generale di Bengasi, continua a mantenere contatti con le autorità locali per favorire il rientro in Italia dei due connazionali nel più breve tempo possibile. Il ministero ha inoltre precisato che le famiglie vengono costantemente aggiornate sugli sviluppi della situazione e sulle iniziative diplomatiche intraprese per garantire la tutela dei loro familiari.

Chi sono i due italiani e le condizioni sono in carcere

I due italiani coinvolti sono il pugliese Domenico Centrione e Dina Alberizia, ex educatrice d’asilo 67enne originaria di Albugnano, in Piemonte. Nei giorni scorsi il console Colombo aveva già potuto incontrare i due detenuti, riferendo che entrambi si trovavano in buone condizioni di salute. Durante la visita, però, erano emerse alcune criticità legate alle condizioni di detenzione, sulle quali il rappresentante diplomatico italiano aveva chiesto interventi alle autorità della Libia orientale. Le richieste sono state in parte accolte. Ai due connazionali è stata infatti concessa la possibilità di fare la doccia, ricevere cambi di abiti e beneficiare di una sistemazione ritenuta più adeguata rispetto a quella iniziale.

Lo stallo sulla liberazione

Nonostante questi miglioramenti, resta però ancora incerta la prospettiva di una liberazione a breve termine. Al momento non sono emersi segnali concreti su un possibile rilascio e il caso rimane in una fase di stallo, mentre proseguono i contatti diplomatici tra le autorità italiane e quelle libiche. L’attenzione resta ora concentrata sulla prossima udienza, dalla quale potrebbero arrivare indicazioni più chiare sul futuro dei due italiani e sulle tempistiche di un eventuale rientro nel nostro Paese.

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