L’Ue vuole togliere lo status di rifugiato agli ucraini in età di leva

L’ipotesi di limitare la protezione temporanea concessa ai rifugiati ucraini o di escluderne alcune categorie, come gli uomini in età da combattimento, approda sul tavolo dei ministri dell’Interno dell’Ue. «Ci sono diverse idee in circolazione», ha spiegato il viceministro dell’Interno cipriota, Nicholas Ionnides, all’arrivo al Consiglio Interni di Lussemburgo. «Non abbiamo preso alcuna decisione ed è proprio per questo che siamo qui oggi: per discutere le varie posizioni. Gli Stati membri esprimeranno i loro punti di vista e vedremo come evolverà il dibattito», ha concluso.
I rifugiati ucraini
Tra le opzioni che alcuni Paesi stanno valutando figura anche una possibile differenziazione geografica dei beneficiari della protezione temporanea, sul modello adottato dalla Svizzera, che concede lo status soltanto agli ucraini provenienti da determinate aree del Paese. «Potrebbe essere una delle idee sul tavolo», ha riconosciuto Ionnides. Sottolineando che la questione è stata inserita all’ordine del giorno proprio per raccogliere le posizioni dei governi. Che vogliono fornire orientamenti alla Commissione europea in vista del documento che sta preparando sul futuro del regime di protezione che scadrà il 4 marzo 2027.
L’Estonia: prorogare la protezione
Il ministro degli Interni estone Igor Taro si è però schierato contro l’ipotesi. «L’aggressione russa e gli attacchi contro l’Ucraina e le sue infrastrutture civili continuano. Per questo riteniamo giustificata una proroga del regime di protezione temporanea» per i rifugiati ucraini «e attendiamo la proposta della Commissione per estenderlo fino a marzo 2028», ha detto all’arrivo al Consiglio Ue Interni a Lussemburgo.
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Pur riconoscendo le preoccupazioni dei Paesi che, come l’Estonia, accolgono un numero elevato di rifugiati in rapporto alla popolazione, Taro ha invitato alla prudenza. «Pensiamo che la soluzione più ragionevole sia estendere la protezione temporanea così com’è oggi. È l’opzione più coerente con il principio secondo cui sosteniamo l’Ucraina e resteremo al suo fianco per tutto il tempo necessario», ha spiegato il ministro. Aggiungendo che «qualsiasi cambiamento dovrebbe essere prima discusso con Kiev».

