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Maturità, i docenti interni prendono la metà degli esterni: ecco le paghe dei commissari

05 Giugno 2026 - 08:51 Ygnazia Cigna
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I dai sui compensi dei prof chiamati a lavorare per gli esami di fine anno alle superiori
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Mentre migliaia di studenti si preparano ad affrontare la maturità 2026, c’è un altro esercito che si appresta a vivere settimane intense tra riunioni, sorveglianza delle prove, correzioni e colloqui orali, quello dei docenti chiamati a far parte delle commissioni d’esame. Proprio oggi sono usciti i nomi dei commissari esterni sul motore di ricerca creato ad hoc dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Nonostante il peso e le responsabilità dell’incarico, i compensi riconosciuti a presidenti e docenti restano identici a quelli stabiliti quasi vent’anni fa.

Aumenta il costo della vita, ma non le retribuzioni

Le retribuzioni per gli esami di Stato, infatti, sono ancora quelle fissate dal decreto interministeriale del 24 maggio 2007, mai aggiornato nei 19 anni successivi. Una situazione che continua ad alimentare critiche e proteste nel mondo della scuola, soprattutto alla luce dell’aumento del costo della vita e dell’inflazione che hanno profondamente modificato il valore reale di quelle somme.

Quanto guadagnano presidenti, commissari esterni e interni

Quanto guadagnano i commissari di Maturità. Fonte tabella: sindacato Gilda

L’attuale sistema prevede compensi differenti a seconda del ruolo ricoperto all’interno della commissione. Il presidente di commissione percepisce un compenso base di 1.249 euro. Ai commissari esterni spettano, invece, 911 euro, mentre quelli interni ricevono 399 euro, di fatto meno della metà. Importi che vengono integrati da indennità e rimborsi legati agli spostamenti.

Le indennità di trasferta

Indennità di trasferta per i docenti della Maturità. Fonte tabella: sindacato Gilda

Le cosiddette indennità di trasferta variano in base alla distanza tra la sede di servizio e quella d’esame. Si parte da 171 euro per destinazioni raggiungibili in non più di trenta minuti e si può arrivare fino a 2.270 euro nei casi di percorrenze superiori ai cento minuti con mezzi extraurbani.

I compensi per gli esami da privatisti e le piccole isole

Esiste poi una retribuzione specifica per gli esami preliminari dei candidati privatisti, ovvero 15 euro per materia e per candidato esaminato, fino a un massimo di 840 euro per ciascun commissario. Per i componenti nominati nelle piccole isole, la prassi amministrativa riconosce la quota di 568 euro anche quando il tempo non supera i 60 minuti.

Commissioni più leggere, ma compensi invariati

La maturità 2026 porta con sé una novità importante nell’organizzazione delle commissioni. Da quest’anno ogni commissione sarà associata a due classi e sarà composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni per ciascuna delle classi abbinate. Si tratta di una riduzione significativa rispetto al modello utilizzato in precedenza, quando le commissioni erano composte da sette membri, un presidente esterno, quattro commissari esterni e due interni. La riorganizzazione comporta inevitabilmente un risparmio per lo Stato grazie alla diminuzione del numero complessivo di commissari coinvolti. Per i docenti che partecipano agli esami, però, i compensi individuali restano sostanzialmente invariati.

Il caso dei docenti di sostegno

Tra gli aspetti più controversi continua a esserci la posizione dei docenti di sostegno. Contrariamente a quanto spesso si pensa, questi insegnanti non fanno automaticamente parte della commissione d’esame. La loro partecipazione viene valutata dal presidente della commissione, su proposta del Consiglio di classe e sentito il parere della commissione stessa. Il docente di sostegno percepisce il compenso previsto per i commissari interni solo ed esclusivamente se viene formalmente nominato membro interno della commissione a tutti gli effetti. Negli altri casi, può essere convocato solo per esigenze specifiche legate agli studenti con disabilità seguiti durante l’anno, senza però beneficiare dello stesso trattamento economico riconosciuto ai commissari. In questo caso, infatti, guadagnano solo i 171 euro di trasferta.

Le proteste dei sindacati

Il tema dei compensi della maturità rappresenta da anni uno dei principali terreni di confronto tra sindacati e ministero dell’Istruzione e del Merito. Lo scontro nasce proprio dal mancato aggiornamento delle retribuzioni. Dal 2007 a oggi gli importi non sono mai stati rivalutati, nonostante l’inflazione abbia progressivamente eroso il potere d’acquisto delle somme riconosciute ai docenti. Secondo molte sigle sindacali, il compenso previsto non rispecchia più il carico di lavoro richiesto durante le settimane degli esami, caratterizzate da giornate spesso molto lunghe tra riunioni preliminari, vigilanza durante le prove scritte, correzione degli elaborati e colloqui orali. Negli ultimi mesi il ministero aveva annunciato un incremento delle risorse destinate all’esame di Stato. I fondi aggiuntivi non riguardano l’aumento delle retribuzioni per presidenti e commissari, ma le attività di formazione specifica per i docenti coinvolti nelle commissioni.

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