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Strage di Crans-Montana, Jessica Moretti in tribunale: «Distrutti da falsità». La madre di una vittima: «Tu puoi abbracciare i tuoi figli» – Il video

05 Giugno 2026 - 12:24 Giovanni Ruggiero
Jessica Moretti
Jessica Moretti
A Sion previsto il confronto tra la donna e il marito Jacques Moretti davanti ai pm e agli avvocati delle vittime dell'incendio di Capodanno al Constellation
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«Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti». Con questa dichiarazione spontanea Jessica Moretti, proprietaria insieme al marito Jacques del Constellation, ha aperto l’interrogatorio in corso a Sion sul rogo di Capodanno nel discobar di Crans-Montana. L’imprenditrice ha assicurato di voler collaborare con gli inquirenti, sottolineando di aver sempre risposto alle domande. All’audizione, condotta in un confronto tra i due coniugi, partecipano la procuratrice generale aggiunta del Cantone vallese Catherine Seppey e una settantina di avvocati delle parti civili.

La risposta della madre di Arthur alle parole della Moretti

A quella dichiarazione ha risposto Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, il sedicenne morto nell’incendio. «Essere distrutti, devastati significa non poter abbracciare i propri figli o doverli assistere in ospedale, questo significa essere distrutti!». La donna ha rifiutato l’idea che finire indagati equivalga a vivere una distruzione: «Quando si può rientrare a casa, lavorare al fianco del proprio marito e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, non è questo essere devastati».

Cosa aveva detto la mamma prima dell’udienza

Già all’arrivo nell’aula del politecnico di Sion, Brodard-Sitre aveva spiegato il senso della sua presenza: «Sono qui perché voglio risposte, vogliamo risposte». Vestita di bianco, con la foto del figlio sul cuore, ha ricordato il bilancio della tragedia: «Ci sono 41 angeli che se ne sono andati, ci sono ancora 115 feriti che sono in ospedale», alcuni in terapia intensiva, gravemente ustionati, alcuni ancora in choc settico. Arthur era una promessa del calcio giovanile dell’FC Lutry, nel Cantone di Vaud. La madre ha detto di essere lì anche per il secondo figlio, Benjamin, sopravvissuto ma costretto a convivere con le conseguenze: «Sono passati cinque mesi, ho bisogno di capire lo stato d’animo di Jessica e Jacques Moretti».

L’interrogatorio dei Moretti a Sion: i nodi da chiarire

L’audizione è cominciata poco dopo le 8.30, con i Moretti entrati da una porta secondaria scortati dalla polizia. In aula è presente anche l’avvocato Romain Jordan, incaricato dal Governo italiano nella costituzione di parte civile: «Oggi qui rappresento ufficialmente l’Italia». Tra gli aspetti sul tavolo, elencati dal legale Fabrizio Ventimiglia, ci sono la gestione della serata, la mancata formazione dei dipendenti, la chiusura delle porte di sicurezza, l’unico ingresso per l’accesso e il deflusso delle persone e i profili legati all’antiriciclaggio. Per l’avvocato Domenico Radice ci si attende «un chiarimento sulla coerenza tra le prove documentali e la versione della difesa», mentre Sébastien Fanti, che assiste numerose famiglie delle vittime, ha ricordato il costo dell’udienza, «200 mila franchi» a carico dei contribuenti, spingendo perché l’inchiesta acceleri.