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Mara Sattei: «Per me la famiglia è più importante dei soldi. Nigiotti? Ho pensato che la sua voce fosse perfetta per questa canzone». L’intervista

06 Giugno 2026 - 07:45 Gabriele Fazio
Questa estate Mara Sattei sarà nelle lineup di diversi festival, prima di inaugurare il suo tour autunnale nei principali club della penisola
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Fuori lo scorso weekend Sabato sera, il nuovo singolo di Mara Sattei, realizzato in featuring con Enrico Nigiotti. I due si sono incontrati al Festival di Sanremo 2026, lì l’artista di Fiumicino ha capito che per questo singolo molto primaverile quella era la voce giusta. Un’intuizione effettivamente corretta: i due cantanti si incastrano perfettamente e il brano, ambientato nei vicoli di Roma, ha un’allure particolarmente cinematografica. Questa è stata anche l’occasione per parlare con lei della sua posizione al mondo in quanto artista, tra urban e pop, tra tormentoni estivi e la voglia di non avere etichette, tra il lavoro da sola e quello con il fratellino Davide, che poi sarebbe Thasup, uno dei più promettenti e innovativi nuovi autori della musica italiana. Questa estate Mara Sattei la troveremo nelle lineup di diversi festival, prima di inaugurare il suo tour autunnale nei principali club della penisola.

Il brano ha sonorità più primaverili che invernali…

«È un brano che ho scritto circa un anno fa, molto prima di Sanremo. Ho deciso di tenerlo fuori dall’album perché volevo feattarlo e da subito ho sentito che Enrico fosse perfetto. Poi noi ci siamo conosciuti a Sanremo, abbiamo fatto una chiacchierata e poi ci siamo visti in studio ed è nata Sabato Sera. Devo dire che sono molto felice di questo feat perché ci siamo divertiti tanto ed è un brano a cui tengo tanto, spensierato, da ascoltare in macchina di notte».

Una cosa che funziona del pezzo è sicuramente il modo in cui le vostre voci si incastrano. Come mai hai pensato a Enrico Nigiotti?

«Perché ho immaginato la sua voce sul brano e devo dire che non mi sono sbagliata, quando ha cominciato a cantare mi sono resa conto che è proprio un brano nelle sue corde, nella sua tonalità e anche la sua scrittura si sposava bene con questo pezzo. Poi devo dire che abbiamo anche una visione di vita molto simile: entrambi amiamo il mare, lui vive a Livorno con la sua famiglia, io vengo da Fiumicino. Abbiamo chiacchierato tanto in studio e c’è stata anche una bella connessione umana».

La tua musica è sempre fortemente condizionata dalla tua vita, il pensiero naturalmente in questo senso va a Casa gospel, il bellissimo disco che hai realizzato con tuo fratello Thasup…

«Per me la cosa più importante della vita è la mia famiglia. Viviamo in un mondo dove pensiamo che siano i soldi la cosa più importante, ma per me assolutamente no. Io penso che avere una famiglia, avere dei pilastri fondamentali nella vita, dei valori e costruire una famiglia tutta mia penso sia molto importante, infatti sto per sposarmi. Casa Gospel è uno dei progetti a cui tengo di più perché comunque nel disco ci sono proprio i miei genitori che cantano nei cori, sarà un ricordo che noi ci porteremo dietro per sempre. Ma è stato un ricordo concreto, un regalo che volevamo fare e abbiamo ricevuto in cambio tanto amore dai fan».

Sabato sera è una canzone ambientata a Roma, una città che offre una scenografia talmente potente da prendersi sempre uno spazio sostanzioso nei brani…

«Quando scrivo mi viene spontaneo descrivere qualcosa che mi piace, parlare di quello che ho vissuto, di quello che ho visto. Roma rappresenta la mia adolescenza, sono nata e cresciuta a Fiumicino ma gran parte della mia vita l’ho passata proprio a Roma, quindi mi piace immaginare quei cieli, i miei posti preferiti, dare un contesto al brano e omaggiare la città».

Tra pochi giorni sarà ufficialmente estate, tu un campionato di hit estive l’hai già vinto con La dolce vita

«Quando è uscita La dolce vita c’erano pochissimi brani estivi, forse tre o quattro, era un periodo storico completamente diverso. Poi, la musica è musica, brutto parlare di musica stagionale perché comunque vuol dire che è una cosa che potrebbe scadere, mentre uno dovrebbe fare musica che dovrebbe rimanere, non dico per sempre però uno ci deve almeno provare. Secondo me bisogna cominciare a togliere questa etichetta sulla musica, estiva/invernale, e ricominciare a farla perché ti va di farla e perché ti piace».

Sabato sera è anche uno di quegli episodi della tua carriera in cui non collabori con tuo fratello Thasup. E quando questo accade la tua musica cambia radicalmente, anche grazie allo straordinario talento di tuo fratello, è chiaro…

«Ci piace sperimentare, noi cresciamo e la musica cresce insieme a noi, non possiamo essere sempre gli stessi. Insieme siamo arrivati a Sanremo con un brano a cui tengo tanto, a cui abbiamo lavorato insieme. Noi continuiamo a fare musica ma la facciamo senza metterci un tipo di pensiero su come farla, poi sicuramente l’urban mi appartiene e continuerò a farlo, faremo sicuramente dei nuovi brani in quella chiave, però mi piace anche fare altro e Davide mi appoggia e mi supporta».

Ma tu glielo chiedi mai quando potremo vederlo dal vivo?

«No, perché io penso che ogni artista abbia un proprio tempo. Noi viviamo in un mondo in cui tutto deve essere fatto subito, non siamo pazienti nell’aspettare certe cose come vanno e non rispettiamo le scelte artistiche. Io penso che Davide quando si sentirà pronto di farlo sarà lui stesso a dire di volerlo fare e sarà bellissimo e io sarò in prima fila ovviamente. Quindi non lo chiedo perché semplicemente lo so, lo conosco, so che lui farà il suo percorso e ha le sue idee, che sono molto forti e lo rendono un artista unico nel suo genere».

In questi giorni, causa un’uscita piuttosto scoordinata di Francesco De Gregori, si fa un gran parlare dell’impegno politico degli artisti…tu cosa ne pensi?

«Riguardo De Gregori, sono sincera, non ho letto perché sto facendo un po’ di detox dai social, quindi li apro veramente poco. Però quello che penso è che se si ha qualcosa da dire, perché no? Ci sono delle battaglie che sono cambiate grazie all’esposizione degli artisti, noi abbiamo una voce molto forte, quindi assolutamente sì. C’è da dire però che farlo semplicemente per un’approvazione del pubblico è sbagliato, non fa la differenza, quindi secondo me bisogna stare attenti, c’è una linea sottile tra le due cose».

Oggi che artista è Mara Sattei? E, soprattutto, che artista vuole diventare da grande?

«Sicuramente voglio continuare ad avere la curiosità di imparare sempre di più perché comunque mi piace scoprire cose nuove e non fermarmi a quello che già conosco. Riguardo il futuro non voglio farmi troppe domande, da qua a dieci anni voglio costruire qualcosa ma che avvenga piano piano e che sia guidata solo dall’istinto, da quello che vivo nel presente. Sicuramente voglio fare musica, questo è poco ma sicuro, però non voglio farmi troppi programmi: voglio semplicemente fare bella musica e rispettarla e farla come voglio io».

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