«In Italia cocaina e crack sono le sostanze più usate». L’allarme nei dati dell’Osservatorio sulle Dipendenze di San Patrignano

Cocaina e crack sono oggi le sostanze che più caratterizzano il fenomeno delle dipendenze in Italia. È la fotografia che arriva dall’Osservatorio sulle Dipendenze 2026 di San Patrignano, basato sull’analisi dei nuovi ingressi in comunità tra maggio 2025 e aprile 2026. Nel periodo considerato sono state 622 le persone accolte, con una netta prevalenza maschile e un’età media di 34 anni. Il dato centrale è la diffusione delle sostanze stimolanti. Quasi tutti hanno avuto esperienza con la cocaina, mentre oltre sei su dieci persone dichiarano l’uso di crack. Anche la cannabis resta molto presente, mentre l’eroina è ormai nettamente ridimensionata.
L’eroina non è più la droga più usata
Il sorpasso delle sostanze stimolanti sull’eroina emerge con chiarezza soprattutto osservando la droga indicata come principale causa di dipendenza. Cocaina e crack si dividono quasi equamente il primato, mentre l’eroina riguarda ormai sempre meno casi. Si tratta di un cambiamento che riflette una trasformazione dei consumi, con dipendenze che non sono più legate soprattutto agli oppiacei, ma a sostanze che agiscono sul sistema nervoso in modo più rapido e spesso inserite in contesti di uso combinato con altre droghe o alcol. Questo rende i percorsi di dipendenza più frammentati e difficili da intercettare precocemente.
Giovani e consumo
Sebbene nel report emerge che l’età media delle persone che entrano a San Patrignano è di 34 anni, uno degli elementi più critici riguarda l’età di primo contatto con le sostanze. Una parte significativa degli ospiti ha iniziato a usare cocaina in adolescenza o comunque prima dei 20 anni. Nel gruppo analizzato sono presenti anche 24 minorenni, alcuni dei quali già entrati in contatto con cocaina o crack prima dell’ingresso nel centro. Un dato che evidenzia come il fenomeno non riguarda solo la popolazione adulta, ma sempre più giovani. Inoltre, delle 622 persone entrate nel centro romagnolo, 524 sono uomini mentre le donne sono solo 98.
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Il quadro generale è quello di sempre più persone che utilizzano più sostanze contemporaneamente, una condizione che rende più difficile la gestione clinica e riabilitativa. Non si tratta quasi mai di una dipendenza isolata, ma di un intreccio tra droghe diverse e, in molti casi, anche alcol. Quest’ultimo è infatti presente in una quota molto elevata dei casi e contribuisce ad aggravare sia la dipendenza sia le conseguenze sanitarie. La combinazione tra alcol e stimolanti è uno degli elementi che, secondo gli operatori, sta diventando sempre più frequente nei percorsi di abuso. Più della metà, il 60,4% aveva anche problemi con l’alcol.
Conseguenze sociali e diffusione territoriale
Le dipendenze si riflettono anche sul piano familiare. Una parte significativa degli ingressi riguarda persone con figli a carico, mentre non è raro il caso di soggetti che provengono da famiglie già segnate da problemi di dipendenza. Questo elemento rafforza l’idea di un disagio che tende a ripetersi tra le generazioni. Dal punto di vista geografico, i nuovi ingressi arrivano da tutta Italia, senza una concentrazione esclusiva in una sola area. Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Campania sono le regioni più rappresentate. Un dato che conferma la diffusione capillare del fenomeno in tutta Italia.

