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L’Europa accelera sulla guida autonoma: anche l’Italia si candida per i test. A Londra arrivano i primi taxi senza conducente già in estate

10 Giugno 2026 - 14:13 Gianluca Brambilla
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Firmato un documento tra 18 governi per promuovere le sperimentazioni transfrontaliere. L'appello di Federtrasporto: «Servono regole chiare in Italia e in Ue»
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L’Europa prova a recuperare il terreno perso nella corsa globale alla guida autonoma. Diciotto governi dell’Ue, tra cui l’Italia, hanno firmato una dichiarazione d’intenti per promuovere la sperimentazione transfrontaliera su larga scala dei veicoli senza conducente. L’obiettivo è creare un quadro comune che favorisca test e future applicazioni commerciali nel trasporto pubblico, nella logistica e nel trasporto merci.

La rincorsa dell’Europa sulle auto a guida autonoma

L’accordo arriva a pochi mesi dal lancio di un’altra iniziativa. Un segnale del fatto che a Bruxelles sembra esserci la volontà di premere l’acceleratore sul tema, sperando di colmare il gap di innovazione che ancora separa il Vecchio Continente da Stati Uniti e Cina. Lo scorso autunno, sessanta sindaci italiani – compresi alcuni di grandi città come Milano, Torino e Genova – hanno aderito alla rete europea per la sperimentazione della guida assistita, ossia di quella modalità che necessita comunque della costante attenzione del conducente.

A quell’iniziativa si aggiunge ora l’intesa siglata a margine dell’ultimo Consiglio Ue dei ministri dei Trasporti e che vede tra i firmatari, oltre all’Italia, anche Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Svezia. L’iniziativa ha soprattutto un obiettivo: coordinare una serie di princìpi comuni per le autorizzazioni e le procedure di approvazione, così da creare un mercato più uniforme e competitivo.

Londra pronta a lanciare i primi robotaxi d’Europa

Mentre Bruxelles lavora sulle regole, Londra si prepara a passare ai fatti. La start-up britannica Wayve, specializzata nello sviluppo di sistemi di AI per veicoli autonomi, ha annunciato l’intenzione di avviare già dalla prossima estate un servizio di robotaxi in collaborazione con Uber. La capitale britannica, dunque, potrebbe diventare la prima città europea a introdurre un servizio commerciale di questo tipo, che già è disponibile in alcune città in Cina e negli Stati Uniti.

In una fase iniziale, a bordo sarà comunque presente un conducente di sicurezza pronto a intervenire in caso di necessità, almeno fino a quando la tecnologia non avrà dimostrato pienamente la propria affidabilità. Secondo quanto comunicato dall’azienda, le corse saranno offerte agli utenti Uber allo stesso prezzo delle normali vetture con conducente. I veicoli utilizzati sono equipaggiati con sei telecamere, un radar e un sistema di elaborazione basato sull’intelligenza artificiale che gestisce in tempo reale le decisioni di guida.

L’appello di Federtrasporto: «Ci servono regole chiare»

Nonostante i progressi degli ultimi mesi e le ultime iniziative annunciate, il divario che separa l’Europa da Cina e Stati Uniti sul fronte delle auto a guida autonoma resta significativo. A confermarlo sono anche Federtrasporto e Freight Leaders Council, che proprio in questi giorni hanno organizzato un workshop dedicato proprio a questo tema. Di sperimentazioni, d’altronde, già ce ne sono parecchie. Ciò che manca, semmai, è una regolamentazione omogenea a livello nazionale ed europeo, fondamentale per attrarre più investimenti.

«L’Italia affronta ostacoli legislativi significativi che vanno rimossi rapidamente per non penalizzare le nostre imprese e non perdere altro terreno in un campo che cambierà profondamente il modo di spostarci e di lavorare», ha spiegato Paolo Colombo, presidente di Federtrasporto. Sulla stessa linea anche Aldo Bevilacqua, direttore generale: «Con la diffusione della guida autonoma, il baricentro si sposterà dal mezzo al servizio di una mobilità più efficiente, disponibile e accessibile. Un cambiamento che ottimizzerebbe l’uso dei veicoli (quelli privati restano parcheggiati il 96% del tempo) e ridurrebbe drasticamente gli incidenti causati da errori umani (circa il 90% dei casi)».

Foto copertina: EPA/Allison Dinner | Un robotaxi Waymo a guida autonoma sulle strade di Los Angeles, in California

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