La chiusura di Byoblu e la lite tra la redazione e Claudio Messora

Byoblu ha chiuso. La tv dei cittadini dal 5 giugno ha reso irraggiungibile il sito, l’archivio e i profili social. Il suo fondatore Claudio Messora ha sostituito tutto con Byoblu 3.0, un blog che usa l’intelligenza artificiale. Da qui è partita una guerra a colpi di comunicati tra la quarantina di dipendenti della redazione, che lamentano il mancato pagamento dello stipendio di maggio. E lo stesso Messora, che sulla sua pagina fb parla di «ricostruzioni gravemente inesatte, incomplete e fuorvianti».
Il rosso di Byoblu
Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Nicola Borzi ricostruisce che nel 2024 la spa Media Pluralisti Europei (Mpe) che detiene la testata ha perso 1,07 milioni con un patrimonio netto negativo per 673 mila euro. L’anno dopo il rosso è salito a 1,59 milioni e il patrimonio negativo a 800 mila euro. Anche perché ci sarebbero pure pignoramenti per cause di lavoro, debiti verso gli autori dei libri e lo studio di Milano sotto sfratto. In più, il canale 262 del digitale terrestre costa decine di migliaia di euro al mese.
Lo stipendio di Messora
Poi ci sono, scrive il Fatto, i compensi di Messora: stipendio da dipendente di 7.500 euro mensili, decine di migliaia di euro l’anno come ad e presidente, affitto pagato a Milano. L’azionariato diffuso del 2025, che ha portato 3.100 nuovi soci, ha visto le azioni sottoscritte a 100 euro l’una (1 euro di nominale e 99 di sovrapprezzo) nonostante le perdite e il patrimonio netto negativo del 2024. Il 28 aprile Messora ha annunciato al Cda la necessità di ricapitalizzare. Poi si è dimesso il 5 maggio. Lui sostiene che al suo posto c’è un tecnico di ristrutturazioni aziendali. Mentre il sito è stato oscurato a causa di fatture non pagate dopo le sue dimissioni.
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I canali ufficiali
Sempre su Fb Messora ha spiegato perché la redazione non ha più accesso ai canali aziendali: «So che la redazione lamenta di non avere più accesso ai canali ufficiali. Dico le cose come stanno. I canali e i profili (Telegram, X, Instagram) fanno parte dell’identità e del marchio Byoblu che in questo momento devono essere tutelati. La restrizione sugli accessi è una misura dovuta e cautelativa, non un dispetto: serve a non confondere il pubblico in una fase delicatissima — anche in vista di eventuali richieste di sostegno o della ricerca di investitori — e a non disperdere il valore dell’azienda, valore che peraltro comunicati come quello di ieri contribuiscono a danneggiare, in una prospettiva che potrebbe arrivare fino alla liquidazione. È una misura che può rientrare nel momento in cui la situazione di MPE si sblocca».
Rettifica di Claudio Messora in merito all’articolo pubblicato da Open sulla vicenda Byoblu
In relazione all’articolo pubblicato da Open in data 11 giugno 2026, Claudio Messora precisa quanto segue.
- Sulla pretesa “chiusura” di Byoblu e di Media Pluralisti Europei Non corrisponde al vero, o è comunque gravemente fuorviante, affermare che “Byoblu ha chiuso”. Byoblu è un progetto fondato da Claudio Messora nel 2007. Il marchio BYOBLU è stato registrato da Claudio Messora nel 2018 e il dominio byoblu.com è nella sua disponibilità. Il progetto Byoblu non è quindi “chiuso”: byoblu.com è online e prosegue oggi in una forma distinta dalla testata giornalistica riconducibile a Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit.
È inoltre inesatto rappresentare come “chiusa” anche Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit. La società si trova in una grave situazione patrimoniale, riconducibile all’art. 2447 del codice civile, ma non risulta cessata, liquidata ochiusa. La situazione dovrà essere sottoposta all’assemblea dei soci, chiamata a deliberare sulle determinazioni di legge.
Quanto agli stipendi di maggio, per quanto mi consta, essi saranno corrisposti nei tempi previsti dalla legge. In ogni caso, la loro temporanea pendenza non equivale alla “chiusura” della società.
La vicenda riguarda dunque una fase di grave crisi societaria, non la chiusura di Byoblu né, allo stato, la chiusura di Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit. - Sull’irraggiungibilità del sito byoblu.com
Non corrisponde al vero che Claudio Messora abbia reso irraggiungibile il sito byoblu.com, l’archivio o i contenuti storici. Il sito è divenuto irraggiungibile a seguito della disattivazione del servizio da parte del fornitore tecnico, in conseguenza di fatture arretrate non saldate da Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit. La società si trovava in una situazione di grave crisi patrimoniale. In tale contesto, gli amministratori non potevano procedere liberamente al pagamento di singoli fornitori o creditori senza esporsi a rilevanti responsabilità personali, anche in relazione al rischio di pagamenti preferenziali.
La successiva rimessa online del sito da parte di Claudio Messora è avvenuta mediante una soluzione tecnica autonoma, adottata al fine di evitare che byoblu.com restasse spento per un tempo indefinito, con grave pregiudizio per il pubblico, per l’indicizzazione e per il valore costruito in quasi vent’anni. Non si è trattato dunque di un atto volto a oscurare Byoblu, ma di una misura volta a preservarne l’esistenza online. - Sugli archivi e sui contenuti editoriali
Non corrisponde al vero che gli archivi, gli articoli, le inchieste, i documentari o i contenuti storici di Byoblu siano stati cancellati, distrutti o perduti.
Tali contenuti si trovano sui server del fornitore tecnico. In questo momento non
Tali contenuti si trovano sui server del fornitore tecnico. In questo momento non risultano accessibili per effetto della situazione economica e contrattuale sopra descritta, ma non sono stati cancellati, distrutti o sottratti.
Ogni rappresentazione secondo cui il patrimonio editoriale sarebbe andato perduto, sarebbe stato fatto sparire o sarebbe stato sostituito integralmente da altro contenuto è pertanto inesatta e gravemente fuorviante.
- Su Byoblu 3.0
È inesatto e fuorviante affermare che Claudio Messora abbia “sostituito tutto con Byoblu 3.0”.
La denominazione “Byoblu 3.0” è stata utilizzata per distinguere una nuova fase del progetto Byoblu, nelle more della definizione della situazione societaria di Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit.
Da byoblu.com sono stati rimossi i riferimenti alla testata giornalistica registrata, proprio per evitare sovrapposizioni o confusioni tra il blog attualmente online, il marchio, il dominio e la testata riconducibile a Media Pluralisti Europei.
La rimessa online del sito non ha cancellato il lavoro precedente, non ha distrutto gli archivi e non ha avuto lo scopo di negare il valore dell’esperienza editoriale e televisiva sviluppata negli anni. - Sull’intelligenza artificiale
La nuova piattaforma non è stata concepita per sostituire i giornalisti con l’intelligenza artificiale.
Si tratta di uno strumento di supporto, ordinamento, traduzione, sintesi e velocizzazione del lavoro informativo di base, sempre con supervisione umana, pensato per liberare risorse giornalistiche da attività ripetitive e consentire loro di dedicarsi ad attività a maggior valore: inchieste, reportage, interviste, verifiche, analisi e presenza sul territorio. Presentare la piattaforma come un progetto volto a sostituire il lavoro giornalistico è una rappresentazione incompleta e fuorviante. - Sui compensi di Claudio Messora
Nell’articolo si legge, riprendendo il Fatto Quotidiano, che Claudio Messora avrebbe percepito uno “stipendio da dipendente di 7.500 euro mensili” e “decine di migliaia di euro l’anno come AD e Presidente”. Tale affermazione non corrisponde al vero. Claudio Messora non ha percepito uno stipendio da dipendente di 7.500 euro mensili. L’importo indicato si riferiva al compenso complessivo per le cariche di Presidente e Amministratore Delegato del Consiglio di Amministrazione.
Non è dunque corretto affermare che a tale importo si sommassero ulteriori “decine di migliaia di euro l’anno” per le cariche di Amministratore Delegato e “decine di migliaia di euro l’anno” per le cariche di Amministratore Delegato e Presidente, poiché tali cariche erano appunto comprese nel compenso menzionato.
Esisteva inoltre un’indennità di 300 euro a seduta, comune a tutti i membri del Consiglio di Amministrazione, nonché il compenso di consigliere pari a 7.000 euro annui, anch’esso previsto per tutti i componenti del CdA, che Claudio Messora non ha mai reclamato né riscosso.
A tutti questi compensi Claudio Messora ha rinunciato, rassegnando le dimissioni, dal 5 maggio 2026.
Vi chiedo pertanto di rettificare l’articolo, precisando che l’importo indicato non era uno stipendio da dipendente, ma il compenso complessivo per le cariche di Presidente e Amministratore Delegato, e che non vi si aggiungevano ulteriori “decine di migliaia di euro l’anno” per le medesime cariche.- Sui canali social
La limitazione degli accessi ai canali social collegati al nome Byoblu è stata adottata come misura cautelativa in una fase di grave incertezza societaria, al fine di evitare confusione presso il pubblico tra il progetto Byoblu, il marchio, il dominio e Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit.
Non si è trattato di un dispetto o di un tentativo di togliere voce alla società o alla redazione. Nulla impedisce a Media Pluralisti Europei di aprire propri canali ufficiali a nome della società. Claudio Messora ha già dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a darne ampia diffusione.
Conclusione
Per tutte le ragioni sopra esposte, chiedo che vengano rettificate le parti dell’articolo che offrono ai lettori una rappresentazione inesatta o incompleta dei fatti, in particolare con riferimento:
alla pretesa “chiusura” di Byoblu e alla non corretta rappresentazione della situazione di Media Pluralisti Europei S.p.A. Società Benefit; alle cause della raggiungibilità del sito byoblu.com; alla presunta perdita o sostituzione degli archivi e dei contenuti editoriali; alla natura di Byoblu 3.0; alla funzione della nuova piattaforma tecnologica e dell’intelligenza artificiale; alla corretta qualificazione dei compensi di Claudio Messora; alla gestione cautelativa dei canali social.
- Sui canali social

