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La chiusura di Byoblu e la lite tra la redazione e Claudio Messora

11 Giugno 2026 - 07:14 Alessandro D’Amato
byoblu chiusura claudio messora
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Le contestazioni sullo stipendio da 7.500 euro mensili e il futuro della testata
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Byoblu ha chiuso. La tv dei cittadini dal 5 giugno ha reso irraggiungibile il sito, l’archivio e i profili social. Il suo fondatore Claudio Messora ha sostituito tutto con Byoblu 3.0, un blog che usa l’intelligenza artificiale. Da qui è partita una guerra a colpi di comunicati tra la quarantina di dipendenti della redazione, che lamentano il mancato pagamento dello stipendio di maggio. E lo stesso Messora, che sulla sua pagina fb parla di «ricostruzioni gravemente inesatte, incomplete e fuorvianti».

Il rosso di Byoblu

Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Nicola Borzi ricostruisce che nel 2024 la spa Media Pluralisti Europei (Mpe) che detiene la testata ha perso 1,07 milioni con un patrimonio netto negativo per 673 mila euro. L’anno dopo il rosso è salito a 1,59 milioni e il patrimonio negativo a 800 mila euro. Anche perché ci sarebbero pure pignoramenti per cause di lavoro, debiti verso gli autori dei libri e lo studio di Milano sotto sfratto. In più, il canale 262 del digitale terrestre costa decine di migliaia di euro al mese.

Lo stipendio di Messora

Poi ci sono, scrive il Fatto, i compensi di Messora: stipendio da dipendente di 7.500 euro mensili, decine di migliaia di euro l’anno come ad e presidente, affitto pagato a Milano. L’azionariato diffuso del 2025, che ha portato 3.100 nuovi soci, ha visto le azioni sottoscritte a 100 euro l’una (1 euro di nominale e 99 di sovrapprezzo) nonostante le perdite e il patrimonio netto negativo del 2024. Il 28 aprile Messora ha annunciato al Cda la necessità di ricapitalizzare. Poi si è dimesso il 5 maggio. Lui sostiene che al suo posto c’è un tecnico di ristrutturazioni aziendali. Mentre il sito è stato oscurato a causa di fatture non pagate dopo le sue dimissioni.

I canali ufficiali

Sempre su Fb Messora ha spiegato perché la redazione non ha più accesso ai canali aziendali: «So che la redazione lamenta di non avere più accesso ai canali ufficiali. Dico le cose come stanno. I canali e i profili (Telegram, X, Instagram) fanno parte dell’identità e del marchio Byoblu che in questo momento devono essere tutelati. La restrizione sugli accessi è una misura dovuta e cautelativa, non un dispetto: serve a non confondere il pubblico in una fase delicatissima — anche in vista di eventuali richieste di sostegno o della ricerca di investitori — e a non disperdere il valore dell’azienda, valore che peraltro comunicati come quello di ieri contribuiscono a danneggiare, in una prospettiva che potrebbe arrivare fino alla liquidazione. È una misura che può rientrare nel momento in cui la situazione di MPE si sblocca».

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