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Buona condotta, relazioni dell’équipe di Bollate e risarcimento ai Poggi: perché la procura ha dato l’ok all’affidamento in prova di Stasi

12 Giugno 2026 - 19:37 Anna Clarissa Mendi
alberto stasi semilibertà garlasco
alberto stasi semilibertà garlasco
L'ex bocconiano e contabile è in attesa del provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Milano sull'affidamento in prova ai servizi sociali. Dopo 10 anni e sei mesi potrà uscire dal carcere
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Alberto Stasi si prepara a uscire dal carcere. Dopo l’udienza svoltasi a porte chiuse di oggi, venerdì 12 giugno, l’ex bocconiano e contabile è ora in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento in prova ai servizi sociali, ultimo passaggio di un percorso che potrebbe consentire al 41enne di scontare fuori dall’istituto penitenziario di Bollate gli ultimi anni della condanna per l’omicidio di Chiara Poggi

Perché le procura di Milano ha espresso parere positivo

La Procura generale di Milano, diretta da Francesca Nanni e col sostituto pg Valeria Marino, ha espresso parere favorevole, evidenziando la buona condotta tenuta da Stasi durante la detenzione e nel periodo di semilibertà, oltre alle valutazioni positive dell’équipe del carcere di Bollate. Una posizione che si inserisce nel percorso già avviato negli anni con la concessione del lavoro esterno e, successivamente, della semilibertà.

Secondo quanto emerso nel corso dell’udienza, a favore dell’istanza pesano anche la vicinanza della fine pena, prevista nel 2028, e il comportamento mantenuto dal detenuto negli ultimi anni. La Procura generale ha inoltre sottolineato come Stasi non abbia più rilasciato interviste dopo quella che aveva suscitato polemiche nel 2025 e come continui a risarcire i familiari di Chiara Poggi.

Cosa potrà fare Stasi fuori dal carcere

In caso di accoglimento della richiesta, Stasi potrà continuare a lavorare come contabile presso uno studio professionale di Milano e svolgere eventuali attività di volontariato previste dal programma di reinserimento. Le prescrizioni saranno indicate nell’ordinanza del Tribunale e potranno comprendere limiti agli spostamenti, obblighi di comportamento e altre restrizioni. L’affidamento in prova ai servizi sociali non è legato alla nuova inchiesta che vede come unico indagato Andrea Sempio e non comporta la piena libertà, ma consentirebbe a Stasi di non dover più rientrare in carcere ogni sera, completando all’esterno il percorso di esecuzione della pena.