Brescia, tenta di strangolare un bambino di tre anni, fermato dall’intervento di un passante «malato di cuore»

Stavano giocando nel parco Alberini, a Brescia, i due bambini che sono stati presi improvvisamente per il collo da un uomo di 29 anni di origini nigeriane. Il maggiore dei due è riuscito a divincolarsi, mentre il più piccolo, di tre anni, sarebbe stato strattonato violentemente in quello che gli inquirenti descrivono come un tentativo di strangolamento. Il fatto risale a qualche settimana fa. A intervenire è stato un ragazzo di origini pakistane. Aslam Naveed, questo il suo nome, è stato attirato dalle urla della madre del bambino di tre anni. «L’ho messo a terra, l’ho stretto e ho detto a mia moglie di chiamare la polizia», ha raccontato a Sky e Rai, aggiungendo di essere «malato di cuore e mi ha colpito al petto, avevo dolore ma non l’ho lasciato andare». Il suo gesto ha permesso l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno fermato immediatamente l’aggressore, un cittadino nigeriano regolarmente in Italia. Per lui il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto la revoca del permesso di soggiorno avviando così le procedure per l’espulsione.
Arrestato l’aggressore per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale
Fortunatamente i bambini stanno bene: nessuna ferita, né alcuna ripercussione dal punto di vista fisico. L’aggressore era già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti per spaccio. Dovrebbe aver agito a causa dell’alcol e senza una motivazione specifica. Al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, il cittadino nigeriano, avrebbe cercato di sferrare calci e pugni ai poliziotti. Per questo motivo è stato arrestato per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Nell’attesa che il giudice si pronunci, si trova agli arresti domiciliari.
Una soluzione che ha acceso la polemica della sindaca di Brescia, Laura Castelletti. «Molti cittadini faticano a comprendere come, dopo un episodio di questo tipo, la persona si trovi agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. È una situazione che evidenzia una distanza palese tra il sentimento diffuso nella popolazione e le risposte che lo Stato riesce a fornire di fronte a fatti che coinvolgono minori e suscitano sconcerto», ha commentato.
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La reazione del presidente di Regione, Attilio Fontana
Sulla vicenda dei due bambini è intervenuto anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. Ai microfoni della trasmissione “Aria Pulita”, su Telecity, ha commentato: «Oggi non si può negare, come è stato fatto dalla sinistra in modo particolare, che non esista il problema di ordine pubblico e di sicurezza. Da quando c’è la legge Basaglia le persone che hanno dei problemi vengono seguite e curate, ma quando arriva qualcuno che non è preso in carico – ha concluso Fontana – è più facile che commetta atti di violenza di questo genere. Se poi aggiungiamo che in certi Paesi certi principi sono meno forti, allora diventa ancora più preoccupante».

