La mamma di Sempio trasferita in psichiatrica. Le benzodiazepine, la richiesta di aiuto e la lavanda gastrica: come sta Daniela Ferrari

È stata trasferita nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Vigevano Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, il 38enne su cui si sono concentrate le recenti indagini della Procura di Pavia. La donna, 66 anni, ha superato la fase più acuta dell’intossicazione dopo essere stata ricoverata d’urgenza in Anestesia e Rianimazione per un’overdose da farmaci. Dal punto di vista clinico i medici la considerano ormai fuori pericolo, sottolineando tuttavia che la paziente «ma non è lucida». Al suo capezzale, dopo essere riusciti a evitare l’assedio di telecamere e fotografi all’ingresso della struttura sanitaria, ci sono il marito Giuseppe Sempio e il figlio.
La conferma dei legali
La conferma del drammatico retroscena è arrivata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti dopo un iniziale e comprensibile muro di riservatezza. I difensori hanno spiegato a Open di essere stati «autorizzati dalla famiglia Sempio» a fare chiarezza sul ricovero di mercoledì scorso, ammettendo che il malore è stato provocato da «un atto volontario, un tentativo di suicidio, fortunatamente non realizzatosi».
Le benzodiazepine e la richiesta d’aiuto
Secondo quanto ricostruito, la sessantaseienne avrebbe ingerito una dose massiccia di benzodiazepine, medicinali di cui faceva regolarmente uso già da prima che venisse riaperto il caso giudiziario sul figlio. Subito dopo l’assunzione, Ferrari ha accusato gli effetti del sovradosaggio e ha allertato i parenti. La corsa in ambulanza in codice giallo era stata catalogata inizialmente come un generico abuso di farmaci. Solo in un secondo momento, seppur provata, la donna ha confessato ai sanitari la natura intenzionale del gesto, permettendo l’esecuzione di una lavanda gastrica che le ha salvato la vita.
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Il peso della gogna online
A spingere la famiglia a divulgare una notizia così intima è stata la duplice paura di una fuga incontrollata di dati medici sensibili e la volontà di porre un freno alla violenta ondata di insulti che ha travolto la donna sui social. Negli ultimi mesi Daniela Ferrari è diventata il bersaglio preferito dei cosiddetti odiatori da tastiera, che contestano in particolare la gestione del famoso scontrino di Vigevano, ovvero il ticket del parcheggio che costituiva l’alibi del figlio Andrea per la mattina del delitto di Chiara Poggi. Ad alimentare la rabbia degli hater sono state anche due lettere inviate dalla 66enne ad Alberto Stasi tra il 2018 e il 2019, durante la detenzione di quest’ultimo a Bollate.

