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I giovani laureati sono più esigenti: due su tre rifiutano stipendi sotto i 1.500 euro al mese

20 Giugno 2026 - 13:33 Bruno Gaetani
laureati rifiutano stipendi bassi rapporto almalaurea
laureati rifiutano stipendi bassi rapporto almalaurea
La fotografia dell'ultimo rapporto di AlmaLaurea. A cinque anni dal titolo, il 90% ha un'occupazione
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Più occupati, ma anche più selettivi. È questa la fotografia che emerge dal nuovo rapporto AlmaLaurea su “Laurea e Occupazione”, che racconta un mercato del lavoro in cui il titolo di studio universitario si conferma un forte acceleratore occupazionale. A cinque anni dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione supera il 90%, segnalando un miglioramento complessivo dell’inserimento nel mondo del lavoro.

I giovani non accettano più stipendi bassi

Parallelamente, però, cresce anche la selettività dei giovani riguardo agli stipendi. Due su tre (il 66,9%) dichiarano infatti di non essere disposti ad accettare proposte di lavoro con una retribuzione netta inferiore ai 1.500 euro mensili per un impiego a tempo pieno. Un dato che nel 2016 si fermava al 24,4%, a testimonianza di un cambiamento profondo nelle aspettative economiche della nuova generazione di lavoratori. Secondo AlmaLaurea, alla base di questo irrigidimento ci sono due fattori principali: da un lato la crescente richiesta di riconoscimento del valore della formazione universitaria, dall’altro la perdita di potere d’acquisto legata all’inflazione degli ultimi anni, che ha reso meno competitive molte offerte iniziali.

I lavori non coerenti con il percorso di studi

Ma a cambiare non è solo la soglia salariale: anche la disponibilità ad accettare lavori non coerenti con il percorso di studi si riduce. Oggi il 76,4% dei laureati accetterebbe un impiego non in linea con la propria formazione, mentre dieci anni fa la quota di chi si dichiarava disponibile era pari all’87,2%. Un arretramento di quasi 11 punti percentuali che indica una maggiore attenzione alla coerenza tra studi e carriera.

Quanto si guadagna in media a 5 anni dalla laurea

Per quanto riguarda gli stipendi, a un anno dalla laurea la retribuzione netta media si attesta poco sopra i 1.490 euro mensili. Dopo cinque anni, si sale a 1.796 euro per chi ha conseguito una laurea triennale e a 1.903 euro per i laureati magistrali. Restano, tuttavia, differenze significative. Il divario geografico penalizza ancora il Sud Italia, mentre sul fronte di genere il gap occupazionale e salariale non è stato ancora colmato. A parità di condizioni, gli uomini hanno il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne e percepiscono in media circa 67 euro netti in più al mese. In più, l’università continua ad attrarre in larga misura studenti con almeno un genitore laureato.

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