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Roma, per convertire le “botticelle” in taxi arriva l’offerta di un’auto in regalo. Ma i vetturini smentiscono: «Non siamo interessati»

21 Giugno 2026 - 10:03 Roberta Brodini
Roma licenze delle botticelle convertite in taxi e NCC
Roma licenze delle botticelle convertite in taxi e NCC
Nella capitale sono rimaste solo 16 carrozze trainate da cavalli. Dal Campidoglio cercano da tempo di convincere i conducenti a convertire la loro licenza in quella per taxi o NCC
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Esistono suoni che hanno il potere di riportare la mente a un passato lontano, quasi fuori dal tempo? Forse sì. Tra questi, difficile non includere il rumore degli zoccoli di cavallo sul manto stradale e il cigolio della carrozza che segue immediatamente al traino. A Roma, per le strade del centro, le cosiddette “botticelle”, termine che designa le carrozze (o “carrozzelle”) trainate da cavalli, continuano a portare avanti questa tradizione, nonostante i numerosi tentativi del Campidoglio di invogliarli ad abbandonare il servizio per abbracciarne un altro: quello dei taxi o degli NCC.

Da licenza per carrozze a licenza taxi: «Niente di nuovo. Ma a noi non interessa»

Ne hanno parlato molti giornali negli ultimi giorni, soprattutto dopo che lunedì scorso in Campidoglio sembra essersi tenuta l’ennesima riunione sul tema. Così in molti hanno adottato titoli che gridavano allo scandalo o garantivano sviluppi certi sulla materia. Peccato che i conducenti di carrozze di Roma neghino tutto, anche se non hanno molta voglia di parlarne: «Non è vero niente. Anzitutto – ricordano – la possibilità per noi di convertire la nostra licenza da “botticella” a taxi, o in alternativa anche in NCC (noleggio con conducente, ndr) è da sempre prevista nel nostro regolamento. È una nostra scelta decidere se rimanere con il nostro servizio o riconvertirlo». Niente di nuovo, quindi, garantiscono.

Un’auto giapponese al posto della carrozza? «Nessuna offerta formale»

La nuova voce che circola rispetto al passato, semmai, è che dall’amministrazione capitolina stiano lavorando a un accordo per fornire un’auto a quelli che decidono di optare per la conversione della licenza in taxi. Alcune versioni parlano infatti di trattative in corso con una nota casa automobilistica giapponese. «Non siamo comunque interessati, al momento», ribadiscono a gran voce i vetturini: «E poi non è arrivata nessuna offerta formale. Ne parlano tutti, ma noi non ne sappiamo nulla». A infastidire ancora di più i conducenti di carrozze, anche il fatto che alcuni giornali abbiano voluto dipingere la categoria come poco unita sulla questione: «Hanno detto che su 16 botticelle, solo una vuole rimanere tale e tutte le altre 15 sono disposte a cambiare il servizio. Non è vero niente, semmai è il contrario».

I numeri delle botticelle nella Capitale

«Fino a 20 anni fa eravamo in 43. Poi ricordo che, nel tempo, siamo scesi a 41 perché due licenze non sono state rilevate» ci racconta un vetturino. La diminuzione maggiore, però, è stata registrata durante il Covid e nel periodo immediatamente successivo, quando da 38 si è progressivamente scesi alle 16 licenze di oggi: «Siamo ormai in pochi ad offrire questo servizio», commentano, come a voler sottolineare un’eredità che sentono il dovere di portare avanti fino alla fine, visti i numeri esigui.

Il rispetto dei fermi nelle ore più calde

Quello delle botticelle è un lavoro che, nel caso di molti vetturini, viene portato avanti da decenni. Una vera e propria tradizione, dalla quale è difficile pensare che gli ultimi 16 titolari di licenze ancora in circolazione nella Capitale vogliano prendere le distanze. Uno di loro racconta a Open: «Io amo gli animali e soprattutto amo lavorare con i cavalli». Ci tiene a specificare il pieno rispetto di tutte le norme imposte dal Comune: «Dal 1° giugno al 15 settembre non circoliamo tra le 13 e le 17, perché sono ore troppo calde per gli animali». Aggiunge poi che, a seconda dell’allerta meteo, il fermo alle carrozze viene osservato anche oltre le ore 17: «Se l’allerta calore arriva al livello 2 (ossia al livello arancione) o 3 stiamo fermi anche dalle 11 alle 18». Infine, specifica: «Se anche dopo le 18 la temperatura non è scesa sotto i 35 gradi, noi non ci muoviamo. Dai 34,9 gradi in su, noi ci fermiamo sempre», come del resto previsto da un’ordinanza del 2023 a firma del sindaco Roberto Gualtieri.

«Dove erano gli animalisti durante il Covid?»

E a quelli che sostengono che il lavoro su strada possa essere stressante e usurante per i cavalli, un conducente risponde: «Sono altri i movimenti che fanno male agli animali: per esempio, i continui salti nelle competizioni». Un altro vetturino, commenta con rammarico: «Sembra che ora si interessino tutti alla salute degli animali e alla nostra categoria. Dove erano tutti però durante il Covid? Nessuno è venuto in quel periodo a chiederci come stessero gli animali».

Il punto di vista della Garante per la Tutela e il Benessere degli Animali di Roma

Dal Campidoglio, stando a quanto riportato dai giornali, arrivano notizie diverse, che promettono accordi vicini e vetturini molto più disponibili. Open non è stato in grado di verificarle, in quanto la Garante per la Tutela e il Benessere degli Animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino, non si è resa raggiungibile per un commento sulla questione. Dagli altri quotidiani nazionali si apprende, però, che le parole della deputata dem raccontano di vetturini che hanno richiesto «la macchina o due licenze in cambio della rinuncia alla botticella, una per loro e una per un parente o un amico». Ne emerge quindi una versione diversa da quella che ci hanno raccontato i diretti interessati. Prestipino sembra infatti aver confermato: «Non è vero, però, che sono tutti contrari. In quel caso, saremmo costretti a rendere loro la vita impossibile, con controlli sulle emissioni degli scontrini o sul rispetto del codice della strada» e ha promesso azioni in vista per «un blocco totale, che superi l’ordinanza che ne permette l’utilizzo solo dopo il tramonto».

Divieto all’utilizzo di animali: un traguardo mai veramente raggiunto

Sono già passati quattro anni da quando, nel 2022, all’interno del Decreto Infrastrutture e dei trasporti era stato approvato un ordine del giorno a firma della deputata dem Patrizia Prestipino. Un testo sul quale il governo si era rimesso all’Aula e che prevedeva di «vietare l’utilizzo di animali per la trazione di veicoli e di mezzi di ogni specie adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati ai trasporti di persone a fini turistici e ludici, nell’intero territorio nazionale». Nella stessa direzione si erano mosse le senatrici M5S Di Girolamo, Guidolin, Maiorino, Bevilacqua e Bilotti, con un disegno di legge presentato al Senato, sempre nel 2022.

Un traguardo, comunque, non ancora raggiunto, dal momento che ancora oggi l’art. 70 del Codice della strada continua a prevedere la possibilità per i Comuni di rilasciare licenze per il servizio di piazza con veicoli a trazione animale e di individuare le aree in cui tali servizi sono consentiti per finalità turistiche e culturali. Nel 2020, il Comune di Roma aveva approvato un regolamento che prevedeva la circolazione delle botticelle limitatamente a Villa Borghese, Villa Pamphilj e nel Parco degli Acquedotti.

Foto copertina: Botticelle in piazza di Spagna, Roma, 19 giugno 2026 © Roberta Brodini