Legge elettorale, via libera della commissione alla riforma: il 26 giugno in Aula. E spunta il primo sgambetto della maggioranza a Vannacci

Che si vada alle elezioni divisi non è ancora detto, di certo Giorgia Meloni non l’ha detto (per ora). Ma nella legge elettorale che ha ricevuto il via libera dalla commissione Affari Costituzionali della Camera e che venerdì arriverà in Aula, la maggioranza ha inserito un primo sgambetto a Roberto Vannacci, proprio mentre resta aperta la questione di una possibile, e scomoda, alleanza con il suo movimento «Futuro Nazionale».
La raccolta firme
Ci sarà, almeno per ora, l’esenzione dalla raccolta delle firme a sostegno delle liste elettorali per le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato ma che sia stato formato entro il 31 dicembre 2025. La maggioranza ha sostanzialmente accolto e riformulato alcuni emendamenti dell’opposizione ma di fatto riprendendo la versione di Azione. E con l’attuale formulazione dal meccanismo viene escluso Futuro Nazionale che ha una componete nel gruppo misto solo dal 28 maggio scorso. FnV come tanti altri partiti dovrà raccogliere circa 40mila firme, autenticate dal notaio, per partecipare alle politiche.
Le polemiche
Il parlamentare Edoardo Ziello, di FnV, assicura che non sarà un problema: «Noi vogliamo raccogliere le firme e considerando i nostri 111mila iscritti le abbiamo già». Ma assicura che la maggioranza ha voluto fare un regalo in particolare ad Azione che invece il gruppo ce l’ha: «Evidentemente si sta materializzando un incubo e qui dentro si fa un favore ad Azione che dovrebbe essere alternativo al centrodestra ma si restringe a nuovi eventuali imminenti gruppi parlamentari come quello del generale, è assurdo che un partito di centrodestra dia questo grande contentino» a questo partito, forse è “la prova di una possibile intesa», ha commentato.
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Matteo Richetti di Azione ha replicato: «Non mi sono inventato nessun criterio che non fosse in continuità con le norme del 2022 per far valere un principio che è quello di rappresentanza». Intanto il lavoro della commissione procede a tappe forzate con l’obiettivo di arrivare in aula venerdì.

