L’alert su Android che ha salvato molte vite durante il terremoto in Venezuela

Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela ha raggiunto quota 235, come ha annunciato il ministro della Salute Carlos Alvarado. I feriti sono 4300 mentre più di 100 edifici sono crollati nello stato costiero di La Guaira, vicino a Caracas, sotto le scosse di magnitudo 7,2 e 7,5. Ma c’è chi è stato fortunato: a Macaracuay, quartiere a est di Caracas rimasto fra i meno colpiti, il sistema di allerta sismica integrato in Android ha fatto comparire un avviso sui telefoni circa trenta secondi prima del terremoto. In molti, in quei pochi istanti, hanno avuto il tempo di uscire di casa. Tra loro Patricia Aloy, che collabora con l’ambasciata italiana. Che ha raccontato all’Ansa di essere scesa in strada appena i cellulari hanno lanciato il segnale, subito prima del tremore.
Il disastro di La Guaira
A La Guaira le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Lo denunciano tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate, parlando ai cronisti che sul posto stanno raccontando sui social questo tragico momento, raccogliendo la disperazione di chi, 27 ore dopo il sisma, ora si sente abbandonato. In tanti hanno preso l’iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Però, man mano che sono passate le ore, raccontano che purtroppo le voci si sono fatte sempre più flebili, sino a sparire per sempre.
La donna salvata dalle macerie
«Mia moglie non ce l’ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo», ha raccontato in lacrime un uomo. Una donna è stata invece tirata fuori dalle macerie viva ventiquattro ore dopo il terremoto a Chacao, uno dei centri più colpiti dal sisma. Lo ha reso noto sui social il sindaco Gustavo Duque. «Ci troviamo presso l’edificio Don Pepe dove, fortunatamente, stiamo salvando una residente. Dio è grande», ha dichiarato il primo cittadino dall’esterno dell’edificio distrutto.
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L’allerta Android
L’allerta Android per il terremoto è il meccanismo illustrato da Google nel luglio 2025 in uno studio illustrato su Science dal titolo “Global earthquake detection and warning using Android phones”. È stato realizzato dall’ingegnere Marc Stogaitis con i sismologi delle università di Berkeley e Harvard. Il sistema sfrutta l’accelerometro presente sugli smartphone. Ovvero il sensore che permette di ruotare lo schermo. Ogni telefono Android può accorgersi delle onde P, ovvero le onde prime longitudinali molto veloci (7-13 km/s), prodotte dall’oscillazione della roccia nella stessa direzione della propagazione, che ne provocano cambiamenti di volume e di forma. Le onde P attraversano sia i solidi che i fluidi e sono le responsabili del rombo cupo che si avverte all’inizio del terremoto.
Le onde P e le onde S
Le altre onde di volume sono le S. Si tratta di onde seconde traversali più lente delle precedenti (4-7 km/s), che hanno la direzione di oscillazione perpendicolare alla direzione di propagazione e modificano solo la forma della roccia. In un terremoto le onde di volume raggiungono la superficie dando origine sull’epicentro ad altre onde lente (3 km/s), le onde superficiali, anche queste divise in due categorie: le onde R e le onde L. Che sono molto più lente rispetto alle precedenti, ma sono anche le responsabili dei danni prodotti dal terremoto. Possono percorrere lunghe distanze e fare anche più volte il giro della Terra.
Le segnalazioni
Il sistema è integrato nei telefoni e va attivato nelle impostazioni, ma non è disponibile in Italia. È in grado di distinguere un vero sisma e di stimarne posizione e magnitudo prima di far partire l’allerta verso le aree che l’onda non ha ancora raggiunto. Android ha due tipi di notifiche per il terremoto. Vengono inviate solo per sismi di magnitudo pari o superiore a 4.5. Ma non è in grado di prevedere i terremoti: li sa soltanto rilevare quando sono già iniziati. Il preavviso è di pochi secondi. Ed è più breve tanto più si è vicini all’epicentro. Ma Google avverte: l’alert non sostituisce gli edifici antisismici né i piani di emergenza.

