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Strage di via Montiglio a Casalotti, la caccia a Shahadat Hossain: il telefono muto e il sospetto sugli aiuti

29 Giugno 2026 - 05:30 Alessandro D’Amato
Shahadat Hossain strage via montiglio casalotti ricerche
Shahadat Hossain strage via montiglio casalotti ricerche
L'uomo accusato del triplice omicidio è un attivista del Partito Nazionalista del Bangladesh. E potrebbe aver ricevuto aiuto da connazionali
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Shahadat Hossain è ancora ricercato per gli omicidi di Kamal Momotay, Hagan Hosne Momotay e Islam Arowa, otto anni e per il tentato omicidio di Amir Hossain Uddin Babul. Descritto sui social come «uno cattivo e violento con le donne» da un suo ex collega in una frutteria, è un attivista del Partito Nazionalista del Bangladesh ora al governo. «Sono responsabile dell’organizzazione del partito», raccontava il 12 maggio scorso. Il suo telefonino è muto. Il sospetto è che possa aver ottenuto aiuto da qualcuno che conosce.

Strage di via Montiglio a Casalotti, la caccia a Shahadat Hossain

Il 43enne bengalese è ricercato dalla Squadra Mobile di Roma, coordinata da Giuseppe Pititto. Il Messaggero dice che secondo le voci che circolano tra gli abitanti del quartiere, e non solo, tra il presunto killer e Jahan c’era «una relazione». «Stavano sempre insieme e Shahadat andava molte volte a casa loro». Altri, invece, sostengono che il ricercato «fosse ossessionato dalla donna». Avances che lei avrebbe «sempre respinto». La sua immagine è stata diffusa sui canali social e WhatsApp della polizia e – in meno di 24 ore – sono arrivate circa 50 segnalazioni. Tutte inutili. La comunità bengalese a Roma conta tra i 40 e i 60 mila cittadini.

La comunità bengalese

«Chi arriva viene aiutato da un connazionale per trovare casa, affrontare le pratiche del permesso di soggiorno e trovare lavoro», racconta un esponente della comunità a Repubblica. «Da noi è normalissimo invitarsi a casa, se non inviti qualcuno significa che non gli stai aprendo le porte. Anche il rapporto tra Kamal e Shahadat, che si frequentavano e si ospitavano, rientra in una consuetudine diffusa nella nostra cultura. Così come è diffusa l’abitudine di riunirsi per prendere decisioni relative a qualche membro della comunità, come ha fatto Kamal a Casalotti per allontanare Shahadat e interromperne la frequentazione con la moglie».

Il Bangladesh Nationalist Party (BNP)

Secondo quanto riferisce, Shahadat era attivo politicamente nel Bangladesh Nationalist Party (BNP). «In Bangladesh purtroppo capita ancora che ci si uccida per rivalità politiche o sentimentali. Ma qui siamo in Italia e bisogna rispettare le leggi italiane». Shahadat potrebbe essere tornato a Londra, dove vivono la moglie e la figlia, o in Bangladesh. In un post, pubblicato a gennaio 2025, mostrava con fierezza una lista di nomi di appartenenti alla “Sezione di Roma” del Bangladesh Nationalist Party. Tra questi compariva anche il suo in qualità di “segretario generale congiunto”. Un ruolo di cui andava fiero «per fare politica fra i connazionali della diaspora bengalese».

Fidanzati da giovani?

Repubblica dice anche che nella comunità c’è chi sostiene che il presunto killer e la donna uccisa fossero fidanzati sin da giovani. Da quando vivevano ancora in Bangladesh, nel villaggio di Noakhali: «Era lei la sua donna». Poi lei si è sposata con un matrimonio combinato. C’è anche il pericolo che la comunità si sia fatta giustizia da sé. «A volte le controversie le risolvono tra di loro», spiegano al quotidiano da ambienti investigativi. Specialmente con il sequestro, ritenuto «una modalità di risoluzione di controversie private». «Da noi per queste cose ti uccidono eh», sostiene un appartenente alla comunità. «Lo fanno anche solo per uno sguardo», conclude.

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