Basi Usa, Crosetto: «Abbiamo detto no a più voli, non solo ad uno. Conseguenze evidenti». E lancia un’accusa al governo Conte – il video
Le basi americane in Italia hanno visto partire nel periodo di tempo coincidente con l’ultimo conflitto tra gli Usa e l’Iran 518 voli (quindi più o meno quello che aveva detto Mark Rutte il 24 giugno, suscitando parecchie polemiche e una smentita, di fonti governative, che parlava di «200 voli»). Ma nessuno di questo corrispondeva ad azioni belliche in senso stretto, ovvero “cinetiche”, nel linguaggio tecnico che il ministro Guido Crosetto ama usare.
Il ministro della Difesa è tornato in aula oggi, 1 luglio, per parlare dei voli passati per le basi americane in Italia, dopo la polemica che ha funestato la politica italiana, in seguito all’intervista concessa da Mark Rutte a Fox News. A presentare una interrogazione sul punto il deputato di Avs Angelo Bonelli che chiede di conoscere tipologia e carico dei voli transitati in Italia durante il conflitto e lascia però intendere che gli americani non dicano sempre la verità sui piani di volo.
La negazione anche di altri voli
Crosetto dice che, invece, quando hanno piani di guerra gli americani lo dicono eccome e che lui respinge l’ipotesi che possano mentire sui voli: «Quando gli Stati Uniti hanno previsto attività diverse da quelle riconducibili al perimetro degli accordi bilaterali vigenti lo hanno chiaramente comunicato e questo governo, come è noto, non ha concesso l’autorizzazione. Il che ha anche generato un forte disappunto da parte dell’amministrazione americana come si è visto e si può vedere».
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E più avanti, rispondendo ad altra domanda, rincara la dose: «Il fatto che dimostra meglio su come si comporta il governo, è stata la negazione di alcuni di quei voli, non solo uno di quei voli. Siccome il governo ha negato l’autorizzazione proprio per rispettare il principio, non c’è alcun problema. Questa negazione ha anche avuto una reazione dall’altra parte, talmente evidente che far finta di non vederla non ha nulla a che fare con la politica».
L’accusa a Conte: 722 voli nel 2019
Argomentando la sua risposta, Crosetto lancia anche un segnale. Che ha un destinatario specifico: il governo Conte e la ministra dell’epoca, Elisabetta Trenta. «Nel periodo dal 28 febbraio al 23 giugno 2026, sono partiti 518 voli. Nel 2019 nello stesso periodo ne sono partiti 722», dice, aggiungendo poi un elenco in cui i decolli restano sempre attorno ai 450 voli.
Proprio nel marzo 2019, gli Stati uniti lanciarono un’offensiva contro le ultime roccaforti dell’Isis in Siria e il governo allora guidato da Giuseppe Conte, con Trenta al ministero della Difesa, non diede comunicazione al parlamento italiano circa un supporto, anche solo a livello di autorizzazione all’uso delle basi. Anzi, anche quando intervistata recentemente da Open, la ministra Trenta ha dichiarato di aver «negato l’autorizzazione all’uso delle basi», quando le erano state chieste per obiettivi militari. Possibile che, se davvero l’elenco preciso sarà consegnato al parlamento (per tramite del Copasir) ne nasca una polemica con obiettivo, in particolare, il Movimento cinque stelle.
La frecciata agli alleati del Movimento cinque stelle
Rispondendo a Galeazzo Bignami e Elisabetta Gardini, Crosetto rincara la dose: «Non c’è nulla di cui il governo debba vergognarsi. Semmai deve vergognarsi chi ha strumentalizzato questi 518 voli ed è alleato con chi ne ha autorizzati 790 in passato: l’alleato (gli Usa – ndr) è lo stesso, il modo di comunicare i ruoli è lo stesso, le informazioni che danno sono le stesse. Per cui si fa finta di darsi una verginità, dimenticandosi del passato e dimenticandosi che gli Stati si comportano sempre allo stesso modo». La polemica è destinata a proseguire.

