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Federica Brignone, i segreti dietro al miracolo alle Olimpiadi: «Così mi sono rialzata dall’abisso». I consigli alle aziende e l’incontro con Sala

01 Luglio 2026 - 16:48 Diego Messini
Brignone Sala
Brignone Sala
La sciatrice italiana insignita dell'Ambrogino d'Oro «consulente d'impresa» per un giorno all'evento di Banca Generali per la crescita delle PMI
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Forse neppure i creatori del celebre slogan Impossible is nothing avrebbero creduto ai propri occhi, a febbraio scorso, vedendo di cosa è stata capace Federica Brignone. Alle ultime Olimpiadi di Milano Cortina la sciatrice italiana, 35 anni, è riuscita nell’impresa di vincere nell’arco di tre giorni le medaglie d’oro nel gigante e nel Super-G, ad appena 10 mesi dal terribile incidente sportivo che aveva rischiato di mettere fine alla sua carriera: frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone, lesione al legamento collaterale laterale del ginocchio. «Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio, ogni giorno è una lotta», raccontava lei stessa. A rendere l’incredulità per quel miracolo sportivo furono le due avversarie/amiche di Brignone, la svedese Sara Hector e Thea Louise Stjernesund, inchinatesi ai suoi piedi – anzi, ai suoi sci – al taglio del traguardo della finale Super-G. Un’impresa, appunto. E di «strategia d’impresa» – sportiva come economica – per una volta si è prestata a parlare oggi Federica Brignone nel corso di un evento dedicato alle PMI organizzato dal suo storico sponsor, Banca Generali.

Cadere e rialzarsi, la lezione di Federica Brignone

«È nei momenti difficili che ti rialzi e vai più forte, e se non hai avuto problemi prima – come è stato nella mia carriera – nel momento di vera crisi non avrai mai la forza di capire cosa devi fare per rialzarti», ha raccontato Brignone sul palco dell’evento PMI2Change. Un messaggio di fiducia, speranza ma anche di pragmatismo da parte di chi è sprofondato nel dolore ed è riuscito a riemergere con un exploit già nella storia dello sport. «Se sono qui e ho vinto quel che ho vinto è perché ho sempre cercato di vedere dove fosse il mio limite, di capire quale potesse essere la mia massima performance e poi di puntare a realizzare quel massimo potenziale». Un metodo solido per Brignone, il cui risultato però alle scorse Olimpiadi ha stupito lei stessa, dall’abisso in cui era caduta: «Con zero fiducia e allenamento ho alzato davvero il mio limite».

Ma i limiti sono poi sempre lì ad aspettarti, ha ricordato la sciatrice con realismo. «Ho dato tutto per un mese e poi sono tornata a zoppicare peggio di prima…». Uno sforzo pazzesco, che ora lavora per replicare, se sarà possibile. «Farò quel che è sostenibile, se no avrò vissuto una storia bellissima e avrò tante altre cose belle da fare nella vita», ha detto rispondendo a una domanda sul suo futuro, nel giorno in cui la sciatrice è stata anche insignita dal sindaco di Milano Beppe Sala dell’Ambrogino d’Oro. Quanto al segreto del suo successo, Brignone l’ha indicato in una parola: «La fiducia è l’ingrediente essenziale per me e il team: ognuno ha il suo compito, bisogna avere piena fiducia negli altri, delegare, fidarsi e affidarsi. Così si vince e si perde insieme».

Aziende e Borsa, il gap dell’Italia da colmare

Appunti di viaggio importanti per la platea di imprenditori e investitori che hanno affollato la sala conferenze della Borsa di Piazza Affari in una giornata tutta dedicata alle PMI italiane. Banca Generali ha lanciato infatti un nuovo indice, Intermonte Valore Italia, pensato per valorizzare le migliori imprese quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro. Un modo per dare rilievo, una volta tanto, a quelle aziende con le «mani in pasta» nell’economia reale del Paese che hanno avuto il coraggio di fare il salto e quotarsi in Borsa. In un panorama in cui quel salto all’apertura del capitale, tra le PMI italiane, lo fanno in pochi, pochissimi.

Il bacino di aziende non quotate in Borsa è stimato in circa 5 milioni, per un valore complessivo secondo Banca d’Italia attorno ai 1.800 miliardi di euro: un 50% secco di valore in più rispetto a quello delle società quotate (1.200 miliardi di euro). Confronto impietoso, di fatto insostenibile, con gli altri player non solo mondiali, ma anche europei – Francia, Spagna, Germania – ha ricordato dati alla mano l’Ad di Banca Generali Gian Maria Mossa. L’Indice e l’ETF che lo accompagna nascono dunque col preciso intento da fungere da catalizzatore per convincere migliaia di altre PMI ad aprire il capitale, in Borsa o con fondi di equity, per uscire dalla dimensione famigliare/locale e puntare a crescere, innovare, espandersi, in definitiva far girare ad altro regime il motore economico del Paese.

L’Ad di Banca Generali Gian Maria Mossa al lancio dell’indice “Intermonte Valore Italia” a Palazzo Mezzanotte – Milano, 1° luglio 2026 (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

L’autocritica di Freni sulla desta di governo

A plaudere all’iniziativa dal governo Meloni il sottosegretario all’Economia Federico Freni, che non ha rinunciato a fare autocritica sulle mancanze della politica nel mettere le ali ai progetti delle imprese. «Far crescere le PMI richiede una buona dose di coraggio, che troppo spesso non abbiamo avuto», ha detto il dirigente leghista. «Non basta più dire “Siete la spina dorsale del Paese”, accontentarci di rimirare l’orticello fiorito: nel 2026 in Italia ed Europa questo non più sufficiente». Cosa serve fare dunque? «Se non abbiamo il coraggio di guardare all’equity come unica soluzione, di aprire il capitale, non andremo da nessuna parte. Tutto vorrei dire alla fine di questa esperienza di governo tranne che avrò fallito nel rivitalizzare il mercato», magari a causa dell’influsso dei «troppi populismi finanziari» che soffiano nell’arena politica, ha concluso con una frecciata anche rivolta anche a pezzi della sua Lega Freni.

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni col ministro Giancarlo Giorgetti in un recente dibattito alla Camera – Roma, 30 aprile 2026 (ANSA/FABIO FRUSTACI)

In copertina: La campionessa olimpica di sci Federica Brignone riceve l’Ambrogino d’Oro dal sindaco di Milano Giuseppe Sala – Milano, 1 Luglio 2026 (ANSA / MATTEO BAZZI)

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