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Caldo record, 103 morti in più in 20 città. Il caso Torino e il ministero: impatto contenuto

03 Luglio 2026 - 05:18 Alessandro D’Amato
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I dati del ministero: accessi al pronto soccorso normali. 1697 morti in più. La differenza città per città. La discrepanza con l'Oms spiegata
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Il caldo record ha avuto un impatto contenuto sulla mortalità nelle città. Con una sola eccezione: Torino. Dove i decessi sono aumentati del 35%. I dati del ministero della Salute, dopo la polemica con l’Oms, spiegano cosa è successo in Italia durante la prima ondata di calore di quest’estate, che ha colpito l’intera Europa. In totale i morti in più rispetto a quelli attesi sono stati 103 in venti città. I dati riguardano il periodo tra il 18 e il 29 giugno e sono preliminari. Gli accessi in 49 pronto soccorso in otto città non mostrano un incremento significativo.

Caldo record, l’incremento di morti nelle città

Le morti totali, spiega oggi Repubblica, sono state 1697. Con una crescita del 6% rispetto alle 1594 attese. A Torino da 239 siamo passati a 322: 83 in più, in crescita del 35%. Invece a Milano sono state 307 e 17 in più con una crescita del 6%. A Genova sono 9 in meno, per un calo del 17%. Anche a Bologna gli stessi numeri ma con un calo del 9%. In crescita Firenze (111 morti, +8%) e in calo Roma (449, -3%). Infine c’è Bari con 56 morti e il 22% in più di decessi. A Perugia la crescita percentuale è stata la stessa di Torino ma l’incremento è stato “solo” di 16 morti. A Venezia addirittura 19 morti in meno, in calo del 31%.

Il caso di Torino

A Torino i gradi in più rispetto alla media sono stati 9. Secondo il ministero «nelle altre città non c’è stato alcun aumento della mortalità per il caldo» e «i dati torinesi sono ancora provvisori e destinati a scendere nei prossimi giorni». La Stampa spiega oggi che le vittime dell’inarrestabile ascesa della colonnina di mercurio in Italia sarebbero almeno 10 mila l’anno, secondo gli esperti dell’Italian Institute for Planetary Health dell’Università Cattolica, capitanato da Walter Ricciardi. «Il motivo è semplice: le morti, anche se in eccesso, vengono attribuite alla causa ultima, l’arresto cardiocircolatorio, ma i dati trasmessi dai Comuni al Ministero non vanno ad analizzarne le cause, spesso dovute al caldo, cosa che invece fa l’Oms su un campione statistico di decessi», si spiega per definire la discrepanza con i dati Onu.

L’Oms

L’Organizzazione mondiale della Sanità nell’estate del 2022 ha stimato che in Europa i morti per caldo siano stati 61.672 tra il 30 maggio e il 4 settembre, dei quali circa 18 mila in Italia, che si è così collocata al primo posto. «Quella percentuale è destinata a scendere con i dati definitivi», sostengono dal ministero. «Ma una spiegazione al picco va probabilmente cercata nel fatto che Torino ha risentito più di altre città dell’ondata di calore che ha investito il Nord Europa, generando soprattutto minime altissime». Le 16 notti tropicali consecutive, ossia con minima sopra i 20 gradi, rappresentano un dato senza precedenti per Torino.

Il pronto soccorso

Sempre su La Stampa il direttore del pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino Fabio De Iaco dice che l’aumento della mortalità nella sua città non lo stupisce: «Torino è una città meravigliosa, ma c’è molto asfalto e le temperature inevitabilmente salgono in fretta». «Abbiamo un problema serio rispetto alle pavimentazioni» va avanti De Iaco, raccontando di essersi trovato personalmente a medicare una ferita da ustione sulla schiena di un uomo, che si era sdraiato sull’asfalto. Secondo Mario Bo, direttore del reparto di Geriatria della Città della salute, «il tasso di mortalità a Torino risulta più alto delle altre città sotto osservazione perché qui abbiamo uno dei tassi di invecchiamento più alti d’Italia. Molti anziani, poi, non aggiornano le terapie per la pressione rispetto alle temperature estive E questo può avere conseguenze anche molto gravi».

Le conseguenze più gravi

Gli over 75 considerati fragili hanno subito le conseguenze più gravi dell’ondata di calore, osserva il direttore della Geriatria del Maria Vittoria, Antonino Maria Cotroneo: «La presenza di più patologie — spiega — soprattutto cardiopatie, diabete, malattie neurodegenerative e respiratorie ha mandato in sofferenza un’intera fetta di popolazione». Il resto lo hanno fatto gli squilibri dati da disidratazione e colpi di calore, «assieme alla difficoltà di regolazione della temperatura corporea» conclude Cotroneo.

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