Ultimo, il sondaggio: 2 su 3 andrebbero di nuovo al concerto nonostante i disagi. Ecco perché il cantautore romano fa impazzire i giovani

Concerto dei record, ma inevitabilmente anche delle polemiche. L’evento di Ultimo continua a dominare i social dopo aver richiamato 250mila fan, diventando uno dei più grandi appuntamenti musicali mai organizzati in Italia. Accanto all’entusiasmo dei partecipanti, però, sono emerse numerose segnalazioni relative ai disagi legati alla gestione di una folla così imponente. Tra le criticità più segnalate figurano navette insufficienti o fantasma, trasporti e traffico in tilt, le difficoltà nell’uscita contemporanea di 250mila persone dall’area del concerto e problemi tecnici ai maxi schermi, che in alcune zone hanno funzionato in modo discontinuo o intermittente. Ciononostante, per molti fan, tutto questo non è bastato a offuscare l’esperienza.
2 partecipanti su 3 lo rifarebbero
Secondo un sondaggio realizzato da Skuola.net, quasi 2 partecipanti su 3 (il 68%) dichiarano che, nonostante i disagi, parteciperebbero nuovamente all’evento. «Ci sono stato e lo rifarei altre mille volte. L’emozione di cantare con 250.000 persone ripaga tutto il caos del ritorno», racconta un fan. Un sentimento condiviso anche da chi sostiene che «I disagi si dimenticano, quello che ha trasmesso lui sul palco resta per sempre».
Ma c’è chi si lamenta: «Organizzazione pessima»
C’è però una quota significativa del campione, pari al 32%, che la pensa diversamente e che, col senno di poi, non sarebbe disposta a ripetere l’esperienza. «Organizzazione pessima, non si possono lasciare migliaia di persone per strada senza navette. È stato un incubo», afferma un partecipante.
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L’artista e la capacità aggregativa: cosa muove le masse
A incidere sul giudizio sembra essere soprattutto il peso dell’artista. Lo dimostrano le risposte di chi al concerto non era presente. L’86% dichiara apertamente che non prenderebbe parte a manifestazioni di questo tipo, ritenute troppo affollate e scomode. Anche in questo caso, però, emerge una minoranza significativa, ovvero il 14% sarebbe disposto ad affrontare un simile sforzo logistico, ma a una condizione precisa, ovvero che sul palco ci sia il proprio cantante preferito. È la dimostrazione di quanto la forza dell’artista e dei valori che rappresenta possa spingere le persone ad accettare anche qualche sacrificio. Dietro questa forte spinta alla partecipazione, però, potrebbe esserci qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento. Un elemento legato soprattutto alla capacità aggregativa di eventi come questo, che consentono a migliaia di ragazzi di sentirsi parte di una comunità e di un’esperienza condivisa.
Il parere della pedagogista: perché Ultimo piace ai ragazzi
A sottolinearlo è anche Maria Cristina Boccacci, pedagogista e divulgatrice molto seguita sui social con il profilo «Maestra ho perso la Scheda». «Mentre tutti si stanno chiedendo come mai Ultimo ha riscontrato così tanto successo, 250mila ragazzi di ogni età, anche piccolissimi, ieri hanno dato un segno profondo, di un cambiamento epocale», afferma l’esperta. «Mai come adesso questa generazione ha bisogno di una guida, di qualcuno che dica che anche “gli ultimi saranno i primi”, che nonostante le difficoltà si può superare ogni cosa. Ultimo racconta la vita di ogni singolo ragazzo/ragazza di periferia che coltivando i suoi talenti e le sue passioni può farcela. Da ogni situazione ci si può riscattare», aggiunge. «La generazione di oggi ci sta dicendo che ha bisogno di adulti che credano in loro, che li sostengano. Hanno bisogno di guide non di amici adulti che gli risolvano i problemi. L’altra sera ci hanno urlato proprio che hanno bisogno di essere amati e ascoltati», conclude.

