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Cremonini: «Ultimo? L’ultimo erede della tradizione musicale italiana»

04 Luglio 2026 - 19:19 Alba Romano
Cesare Cremonini e Ultimo
Cesare Cremonini e Ultimo
Il cantautore bolognese sui social elogia Nicòlò Moriconi (vero nome di Ultimo) e ammette: «All'inizio non lo capivo»
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«Complimenti Nic, Ultimo. Stasera prenditi tutto, te lo meriti». Così Cesare Cremonini sui social fa il suo personale in bocca al lupo a Ultimo, a poche ore dell’inizio del concerto dei record. A Tor Vergata sono attese 250mila persone, gli organizzatori fanno sapere che alle 19, a due ore dall’inizio dell’evento, ha già passato i controlli il 70% dei fan accorsi a Roma. E molti di loro sono arrivati addirittura giorni fa, accampandosi nell’area del parco che ospiterà il concerto.

«Conosco Nic da alcuni anni – ha scritto Cremonini – e il motivo per cui ho legato con lui nonostante le differenze di età e provenienza artistica, è che dal primo istante in cui abbiamo parlato mi è apparso diverso da tutto e tutti. Dove stia questa unicità sfugge a molti che cercano di raccontarlo e spiegarlo e secondo me i giudizi filtrati attraverso i paragoni con altri grandi ‘capi popolo’ della musica italiana sono fuori luogo e per certi versi imbarazzanti».

Cremonini ha anche ammesso di non aver inizialmente capito il linguaggio di Ultimo. Poi, spiega, «ho compreso che il suo grande merito è proprio quello di aver avuto il coraggio di essere sé stesso, riportando al vertice un tipo di musica italiana già radicata nella nostra cultura musicale, di cui un enorme bacino di pubblico è rimasta orfana in questo periodo storico dominato da generi importati dall’America o canzoni che passano di mano in mano per nutrire una industria discografica da cui Nic si è sempre distaccato».

Il significato del nome “Ultimo”

Nel suo messaggio social, Cesare Cremonini azzarda una ipotesi: «Forse “Ultimo” significa proprio questo: l’ULTIMO erede di una Roma che fu sala parto di canzoni eterne che tutti consociamo e che molti di noi, anche se qualcuno se ne è dimenticato, abbiamo amato e cantato. In una versione ovviamente aggiornata e per fortuna ancora viva. Forse è per questo che mi piace. Perché in fondo – conclude – siamo TUTTI, gli ultimi eredi di qualcosa che non vogliamo scompaia».

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