Marine Le Pen condannata in appello, ma può correre per l’Eliseo: c’è l’ostacolo del braccialetto elettronico

«Colpevole». Marine Le Pen è stata condannata in appello a tre anni, di cui due sospesi e uno con il braccialetto elettronico, per «appropriazione indebita» di fondi del Parlamento europeo, utilizzati per pagare dipendenti del partito in Francia fra il 2004 e il 2016. Per quanto riguarda invece l’ineleggibilità, la leader del Rassemblement National è stata dichiarata ineleggibile per 45 mesi, 30 dei quali condonati. I restanti 15 mesi risultano invece già scontati. Ciò significa che Le Pen – al quarto tentativo di conquistare l’Eliseo e oggi in testa ai sondaggi – potrebbe candidarsi alle elezioni presidenziali previste per il 18 aprile 2027 e il 2 maggio 2027.
Il braccialetto elettronico e la carta Bardella
Resta però un ostacolo. Le Pen dovrà indossare per un anno il braccialetto elettronico, una misura che lei stessa ha più volte indicato come incompatibile con una campagna elettorale. «Se l’obiettivo è quello di permettermi di candidarmi, ma in realtà di impedirmi di condurre una campagna completamente libera, capite che questo non sarà possibile», ha ribadito pochi giorni fa su La Chaîne Info. Ora ha dieci giorni di tempo per presentare ricorso alla Corte di Cassazione, il cui pronunciamento arriverebbe a gennaio. Un’altra ipotesi che si sta già facendo strada è quella, per la politica, di chiedere una riduzione o un adattamento della pena (anche se il dispositivo di sorveglianza rappresenta già una forma di esecuzione attenuata). Se l’obbligo venisse ridotto da dodici a sei mesi, la leader del Rn potrebbe tornare a fare campagna senza il braccialetto già da gennaio. In caso contrario, o qualora decidesse di farsi da parte, il partito di estrema destra potrebbe affidarsi all’altro volto di punta del Rassemblement National, il 30enne Jordan Bardella.
La sentenza
La Corte d’appello ha confermato oggi, martedì 7 luglio, la colpevolezza per «fatti gravi», riducendo la pena di Le Pen in prima istanza da 4 anni a 3 di carcere, due condonati, uno con il braccialetto elettronico. L’ineleggibilità, in primo grado di 5 anni, è stata invece ridotta a 15 mesi, già scontati visto che ha cominciato a decorrere dal marzo 2025. Nel verdetto, i giudici hanno richiamato i principi della «libertà di candidatura» e della «libertà di scelta degli elettori». Resta quindi un anno agli arresti domiciliari, che può essere ridotto, con il dispositivo di sorveglienza. La Corte ha tenuto conto dell’«assenza di arricchimento personale», sottolineando però che «i fondi europei sono fondi pubblici» e «la definizione dei compiti degli assistenti parlamentari europei è chiara e prevedibile». Ma, ora, a prescindere dalla prossima mossa, per Le Pen la partita per l’Eliseo è di nuovo aperta.
Foto copertina: ANSA/FIRAS ABDULLAH | La leader del RN, Marine Le Pen

