Meloni dopo la bocciatura sulle preferenze, l’amarezza sui franchi tiratori e i cori in aula: «Mancavano diversi voti, ha vinto la palude»

«Dice tutto» la scena delle opposizioni che esultano come se avessero vinto i Mondiali, scrive sui social con una certa irritazione Giorgia Meloni, dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale voluto dalla maggioranza. Un voto che lei avrebbe voluto palese e su cui aveva sfidato le opposizioni, e i deputati di centrodestra, a metterci la faccia, ma «ha vinto la palude». Sul suo profilo Facebook, la premier racconta il tentativo di reintrodurre le preferenze dopo oltre 30 anni di liste bloccate, spiegando che le opposizioni hanno preferito il voto segreto a quello palese e che il risultato ha visto sinistra e opposizioni votare compatte contro la proposta. L’emendamento, scrive Meloni, è stato respinto per un solo voto, «un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci».
Il nodo dei voti mancanti nella maggioranza
Nel post Meloni ammette che anche tra le file della maggioranza sono mancati diversi voti, un punto su cui la premier chiede una riflessione interna. «Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate – scrive la premier sui social – Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione».

