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I biglietti dei concerti sono sempre più cari: da Bruno Mars a Laura Pausini, prezzi quasi raddoppiati rispetto al pre Covid

15 Luglio 2026 - 17:13 Gianluca Brambilla
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Abbiamo confrontato il prezzo dei concerti per 10 artisti italiani e internazionali prima e dopo il Covid. Il risultato? I rincari superano ampiamente l'inflazione
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Una volta bastava mettere da parte qualche decina di euro. Oggi per vedere dal vivo uno dei grandi nomi della musica italiana o internazionale può servire quasi quanto una mini-vacanza. Nel 2025, gli italiani hanno speso 1,16 miliardi di euro in biglietti dei concerti, il dato più alto mai registrato. Ma insieme alla spesa complessiva cresce anche una sensazione condivisa un po’ da tutti: andare a un concerto costa molto più di qualche anno fa. In realtà, non esiste uno studio sistematico sull’andamento dei prezzi per il settore, ma i numeri sembrano confermare questa impressione.

Quasi 150 euro per vedere Bruno Mars dal prato di San Siro. Raddoppia il prezzo per Ultimo

Per capire quanto e come sono cambiati i prezzi dei concerti negli ultimi anni, Open ha preso in considerazione i tour di dieci artisti confrontando il costo di un biglietto (per il parterre) delle loro esibizioni più recenti e di quelle degli anni appena precedenti alla pandemia da Covid-19. Il risultato? In quasi tutti i casi i rincari sono consistenti e superano ampiamente l’inflazione registrata nello stesso periodo (all’incirca il 18%). Uno degli esempi più lampanti è Bruno Mars: per il concerto del 2017 al Mediolanum Forum il parterre in piedi costava 74,75 euro, mentre per il live del 2026 a San Siro il prato costa 143,75 euro. Tradotto: +92%, quasi il doppio.

Anche Ultimo registra un aumento molto marcato. Nel 2019 il prato dello Stadio Olimpico costava 32 euro, a cui andavano aggiunti 4,80 euro di prevendita. Per il tour negli stadi del 2027 il prezzo sale a 69 euro, con un incremento di circa +116% rispetto al solo prezzo nominale del biglietto. Nel 2019, il tour negli stadi di Laura Pausini e Biagio Antonacci costava 46 euro per un posto sul prato. Nel 2027, il tour in solitaria di Pausini prevede un costo per il parterre da 90 euro, quasi il doppio.

ANSA/Filippo Rubin | Vasco Rossi in concerto al Parco Urbano, a Ferrara

Aumentano anche i biglietti di Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e Vasco

Importante anche l’aumento per Caparezza. Nel tour dell’album Prisoner 709 del 2018, il posto unico all’Ippodromo delle Capannelle per Rock in Roma costava 25 euro. Per il tour Orbit Orbit del 2026, il biglietto per la stessa location sale a 41,74 euro (+67%). Per Dua Lipa il passaggio è dai 52,90 euro del parterre in piedi al Forum di Assago nel 2019 agli 80,50 euro del posto unico per il concerto del 2025 all’Ippodromo La Maura di Milano.

Anche i concerti di Tiziano Ferro aumentano sensibilmente di prezzo: nel tour del 2020 il prato di San Siro e dello Stadio Olimpico costava 51,75 euro, mentre per il ritorno negli stadi nel 2026 il prezzo è di 69 euro, cioè circa +33%. Lo stesso incremento, quasi identico, riguarda Eros Ramazzotti: 51,75 euro per il parterre in piedi nel tour 2020 contro i 69 euro per il tour 2027 all’Inalpi Arena di Torino.

Più contenuto il rincaro di Jovanotti. Il biglietto unico del Jova Beach Party del 2019 costava 59,80 euro, mentre per il Jova Summer Party 2026 al Circo Massimo il posto unico è venduto a 72,45 euro, circa +21%. Meno marcato l’aumento per Vasco Rossi: il parterre di San Siro nel tour Vasco Non Stop Live del 2019 costava 78,50 euro, mentre il prato per le dieci date consecutive allo Stadio Olimpico che si terranno nel 2027 è fissato a 88,55 euro. Infine, Marracash: il parterre del tour 2020 (poi recuperato nel 2021) costava 36 euro, mentre per il tour del 2025 all’Inalpi Arena il prezzo è salito a 49 euro.

Dove finiscono i soldi del biglietto

Il settore della musica dal vivo macina numeri impressionanti. Secondo l’ultimo rapporto Siae, i concerti hanno rappresentato appena il 2% degli eventi complessivi, ma hanno attirato il 12,4% degli spettatori e il 27% della spesa dell’intero sistema. Ma dove finiscono i soldi che paghiamo per comprare un biglietto? Prendendo come riferimento un biglietto da 60 euro, al netto dei diritti di prevendita, lo Stato trattiene il 10% di Iva (6 euro).

Un altro 10% (6 euro) va nelle casse della Siae per il diritto d’autore, una quota che l’ente redistribuisce a sua volta agli artisti dopo aver trattenuto una commissione di gestione. Il restante 80% (ossia 48 euro) costituisce il budget operativo dell’evento. L’artista incassa una percentuale tra il 20% e il 30% del valore del biglietto (12-18 euro), ma deve coprire anche i costi della band, i manager e la troupe personale. La quota maggiore (circa 30-35 euro) resta al promoter, su cui ricade buona parte dei costi dell’evento.

ANSA | Achille Lauro in concerto allo stadio Olimpico di Roma

Perché i prezzi dei concerti sono aumentati

I prezzi dei concerti erano in aumento già dagli anni precedenti al Covid, ma hanno subito un’ulteriore accelerazione proprio all’indomani della pandemia, quando il calo dei contagi ha fatto ripartire il settore degli eventi dal vivo. A pesare potrebbe aver contribuito il rincaro dei trasporti, dell’energia, dei materiali e del personale specializzato. In più, c’è da considerare anche un cambiamento strutturale dell’industria discografica: nell’epoca dello streaming, gli artisti ricavano molto meno dalla vendita dei dischi rispetto a qualche decennio fa, rendendo i concerti uno dei principali motori economici di chi fa musica.

Nonostante i rincari, la domanda continua a crescere. I dati Siae mostrano che nel 2025 gli spettatori dei concerti sono aumentati dell’8,7% rispetto all’anno precedente. E proprio la voglia di concerti è uno dei fattori che contribuisce a far salire i prezzi. Non solo perché gli organizzatori sanno di poter alzare i prezzi e vendere comunque un numero molto di biglietti, ma anche perché molte piattaforme adottano sistemi di dynamic pricing. In sostanza: non c’è un prezzo fisso, ma uno che varia in base a domanda, offerta e comportamento degli utenti. Se un concerto è molto richiesto, il prezzo aumenta. Al contrario, se la domanda scende, il prezzo viene ridotto per stimolare le vendite. Un sistema a cui ben pochi artisti si sono opposti e che contribuisce, insieme a tutti gli altri fattori, a far salire il costo complessivo dei biglietti.

Foto copertina: ANSA | Ultimo durante il maxi-concerto a Tor Vergata (Roma) del 4 luglio 2026

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