Edera, Bending Spoons e Quantyca: ecco le aziende più ambite dalla Gen Z

Edera Nordest, Bending Spoons e Quantyca: sono queste le aziende sul podio dei Great Place to Work Italia secondo la generazione Z. Il primo posto se lo è aggiudicato Edera Nordest, azienda veneta di servizi finanziari che si occupa di prestiti dedicati a dipendenti e pensionati. Al secondo posto si posiziona Bending Spoons, gigante del settore dell’information technology che compra e potenzia le aziende del settore digitale. Sul gradino piu basso del podio troviamo Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming.
A completare la classifica ci sono poi Jet HR, Accuracy, Groupe ISAGRI, Hilton, Me’thode, Kiabi, Octopus Energy, Florence One, Auxiell, Fiabilis Consulting Group, Aton SpA, GLAS Italy, Reverse, Caffeina, Up2You, Gruppo Breaders e Sector Alarm.
Su quali parametri è stilata la classifica
La classifica è stata elaborata sulla base di una serie di criteri di valutazione, tra cui il Trust Index medio, che miusra il livello di fiducia che vige in un’organizzazione, calcolato sulla base di parametri quali credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Il valore medio di questo indice nelle imprese italiane si aggira attorno al 42%, mentre nelle top riportate in classifica è pari all’88% (+46%)
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Un altro criterio utilizzato è il Leadership Index, che misura la qualità e correttezza dei metodi di leadership all’interno di un’azienda. La norma italiana di questo indice è del 39%, mentre raggiunge una quota di 90% nelle aziende d’eccellenza (+51%).
Le dimensioni delle aziende più ambite
Per quanto riguarda le dimensioni delle imprese, basate sul numero di collaboratori, 7 aziende appartengono alla categoria small (tra 10 e 49 collaboratori), cinque alla categoria medium-small (tra 50 e 149 collaboratori), cinque a quella medium-large (tra 150 e 499 collaboratori), due alla categoria large (tra 500 e 999 collaboratori) e solo una alla categoria super large (più di 1000 collaboratori).
Perché è importante “piacere” ai giovani
Secondo il Ceo di Great Place to Work Italia Alessandro Zollo, «| giovani nati dal 1998 in poi non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza». In un contesto di invecchiamento demografico, in cui la popolazione italiana diminuisce di circa 2 milioni di persone ogni dieci anni, la capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è «il vero vantaggio competitivo concreto, perché saranno proprio questi profili ad aiutare la transizione tecnologica della popolazione più esperta in aziende con un’anzianità media sempre più alta», aggiunge Zollo.

