“Odissea”, è corsa ai biglietti ma in Italia non vedremo il film così come è stato girato da Nolan. Ecco perché

È il giorno di Odissea di Christopher Nolan ma per molti l’odissea è riuscire a trovare un posto al cinema. L’uscita del film che il regista ha definito « il più grande che avessimo mai realizzato» ha innescato una corsa ai biglietti anche in Italia, soprattutto per le proiezioni nei formati speciali.
La domanda si è concentrata sulle sale IMAX e, ancora di più, sui pochissimi cinema italiani che possiedono ancora i proiettori necessari a mostrare il film in pellicola 70 millimetri. Non si tratta soltanto della normale attesa per un kolossal con un cast che comprende Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson e Charlize Theron. Nolan è riuscito a trasformare anche la tecnologia di proiezione in una parte dell’evento: per molti appassionati non basta vedere il film, bisogna vederlo nel formato considerato più vicino alle intenzioni del regista.
Da Melzo ad Afragola, i biglietti esauriti
Uno dei casi più evidenti si è registrato all’Happy Maxicinema di Afragola, che ospita l’unica sala IMAX del Sud Italia. I biglietti messi inizialmente in vendita sono andati esauriti in 24 ore e, per le proiezioni comprese tra giovedì 16 e domenica 19 luglio, erano già stati acquistati oltre 2.500 ingressi. Il cinema ha quindi aggiunto nuovi spettacoli anche nel primo pomeriggio, alle 14.30.
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A Roma la corsa ha riguardato soprattutto il cinema Quattro Fontane, una delle rarissime sale italiane ancora in grado di proiettare una copia in pellicola 70 mm. Alla vigilia dell’uscita alcuni spettacoli risultavano già esauriti, mentre il film veniva programmato complessivamente in oltre venti cinema della Capitale.
Segnali analoghi sono arrivati dal Cinergia di Conegliano, dove, dopo il tutto esaurito del primo spettacolo in 70 mm, il cinema ha annunciato l’aggiunta di una nuova proiezione. Anche l’Arcadia di Melzo, nel Milanese, ha ampliato notevolmente la programmazione nella Sala Energia: per il fine settimana sono comparsi spettacoli in pellicola già alle 9 del mattino, oltre alle proiezioni pomeridiane e serali, sia doppiate sia in lingua originale.
In tutta Italia sono soltanto cinque le sale che hanno annunciato proiezioni in pellicola 70 mm: l’Arcadia di Melzo, il Quattro Fontane di Roma, il Lumière di Bologna, il Metropolitan di Napoli e il Cinergia di Conegliano. A Roma e Napoli, per esempio, le copie saranno mostrate attraverso proiettori meccanici e richiederanno il lavoro di operatori specializzati.
La tecnologia: perché non tutti vedranno lo stesso film
Odissea è il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX a pellicola. Nel sistema IMAX il fotogramma utilizza quindici perforazioni e la pellicola scorre orizzontalmente: per questo il formato viene chiamato anche 15/70. La superficie di ogni fotogramma è molto più ampia di quella della normale pellicola 35 mm e consente di proiettare immagini estremamente dettagliate su schermi molto grandi, con un rapporto vicino a 1,43:1, più alto e meno panoramico rispetto a quello normalmente utilizzato nei cinema.
Durante le riprese Nolan ha utilizzato anche una nuova generazione di cineprese IMAX, sviluppate per ridurre uno dei principali problemi del formato: il rumore prodotto dal trascinamento della pellicola, che in passato rendeva difficile registrare i dialoghi. Le macchine restano comunque enormi e complesse: durante la lavorazione la pellicola doveva essere sostituita circa ogni tre minuti e la cinepresa, inserita in una struttura insonorizzante, arrivava a pesare circa 180 chilogrammi.
La scelta di questa tecnologia è stata così spiegata dal regista a Time: «Vuoi che il pubblico sia sulla barca con loro, mentre teme l’oceano».
L’Italia senza cinema capaci di proiettare davvero “Odissea”
Il punto fondamentale, però, è che in Italia non esistono cinema capaci di proiettare il film in IMAX 70 mm, cioè combinando la copia analogica con lo schermo e il proiettore IMAX 15/70. Gli spettatori italiani possono scegliere tra due alternative: le sale IMAX digitali, che offrono schermi più grandi e in alcuni casi una porzione più ampia dell’inquadratura, oppure le cinque sale con la pellicola 70 mm tradizionale.
Il normale 70 mm non è infatti la stessa cosa dell’IMAX 70 mm. Nella versione tradizionale la pellicola scorre verticalmente, ogni fotogramma occupa cinque perforazioni e l’immagine ha un formato più panoramico, generalmente 2,20:1. Lo spettatore conserva la resa analogica e la ricchezza di dettaglio della pellicola, ma non vede l’intera immagine verticale del formato IMAX 1,43:1. Le stesse sale di Roma e Napoli precisano che le loro proiezioni saranno in «autentica pellicola 70 mm», ma non in IMAX 70 mm.
Cosa sta succedendo all’estero
Fuori dall’Italia la corsa ai biglietti ha assunto dimensioni ancora maggiori, anche perché le sale capaci di proiettare una copia IMAX 15/70 sono appena 41 in tutto il mondo, secondo quanto riportato dal Guardian. Alcuni dei primi biglietti erano stati messi in vendita già nel luglio 2025, con un anno di anticipo rispetto all’uscita: numerosi spettacoli del weekend di debutto erano andati esauriti nel giro di poche ore, facendo comparire quasi immediatamente annunci di rivendita a prezzi molto superiori a quelli ufficiali.
Al BFI IMAX di Londra sono stati venduti 28mila biglietti nelle prime 24 ore di prevendita, per un incasso di 750mila sterline: più del doppio del precedente record giornaliero della sala, stabilito da Dune – Parte due.
A Melbourne, dove si trova il più grande schermo IMAX 1,43:1 del mondo, sono stati acquistati oltre 17mila biglietti in meno di un giorno e più di 30 mila prima ancora dell’uscita. Il cinema ha segnalato prenotazioni di persone arrivate o in arrivo da Germania, Turchia, Singapore, Malaysia e Stati Uniti. Alcuni spettatori hanno costruito una parte delle proprie vacanze attorno alla data della proiezione, pur di vedere il film nell’unica sala dell’emisfero meridionale dotata della copia IMAX 15/70.
Negli Stati Uniti i siti di alcune catene sono stati messi in difficoltà dal traffico e sono comparsi spettacoli notturni, compresi quelli alle 3 del mattino quasi esauriti a San Francisco. Un appassionato di New York ha raccontato di avere acquistato 18 biglietti per altrettante proiezioni, mentre altri spettatori hanno organizzato voli e trasferte attraverso diversi Stati. Sul mercato secondario un posto per la serata inaugurale a Los Angeles sarebbe stato venduto per 600 dollari, anche se molti degli annunci con cifre ancora più alte rappresentavano soltanto prezzi richiesti e non vendite effettivamente concluse.
Tra le storie diventate simbolo della febbre per il film c’è quella di Amber Connaghan, una ventinovenne californiana che aveva comprato il biglietto con oltre un anno di anticipo per una sala distante tre ore da casa. La donna ha raccontato di avere aspettato alcuni mesi prima di provare ad avere un secondo figlio, per evitare che un’eventuale nascita coincidesse con l’uscita di Odissea.

