«Aria, aria, mi uccidete»: le ultime parole di Fakir. E il sindaco Lepore rischia multe e denunce per la manifestazione

«Aria, aria, aria. Mi uccidete!». Le ultime parole di Abderrahim Fakir le hanno immortalate un video registrato da un residente del quartiere Pilastro di Bologna e trascritte dal fonico forense Marco Perino per La Stampa. Il cittadino marocchino dice anche «Foto, foto, foto! », forse per chiedere ai presenti di immortalare quello che stava succedendo. E poi: «Aiuto, è quello azzurro, aiuto!». Un riferimento, forse, a un farmaco contro l’asma. Intanto il sindaco Matteo Lepore rischia per la manifestazione sfociata negli scontri, con circa 60 agenti feriti. Mancava il preavviso e il primo cittadino potrebbe finire segnalato per manifestazione non autorizzata.
Le ultime parole di Abderrahim Fakir
L’esperto spiega di aver filtrato e trascritto il video di 5 minuti e venti secondi: «Il file è stato presumibilmente realizzato con uno smartphone. È distante dall’azione, non si vedono i labiali di chi parla e non si può attribuire con certezza una determinata frase a uno specifico soggetto», spiega. E aggiunge: «Se una frase è sotto i 10 decibel, le direttive europee impongono che non le si possa dare scientificamente un significato certo». Perino dice di sentire nitidamente le voci, anche se deve attribuire loro un basso grado di sicurezza. Tra le voci c’è quella di Fakir, che dice a uno dei poliziotti «Ti sbagli, è di là». «Togli ‘sta cazzo di presa, dai!» ordina subito dopo qualcuno che Perino identifica genericamente come «speaker maschile», ma che è sicuramente l’altro agente.
Il farmaco
Poi l’esperto ipotizza che uno dei poliziotti stesse tentando di estrarre il Ventolin, un farmaco contro l’asma, da una tasca di Fakir. «Aiuto, è quello azzurro, aiuto!», si sente ancora, in riferimento al colore del farmaco. La procura di Bologna non ha confermato né smentito che domenica 19 luglio sia stato sequestrato un inalatore. Poi l’invocazione: «Aiuto! L’aria, l’aria, l’aria!». Si sentono parlare ancora i due poliziotti: «Lo lascio?» e le risposte sono: «No, no, no!». Oppure: «le fasce, chi ha delle fascette?». E anche: «Ma perché rompe il cazzo?». Uno dei testimoni dice: «Prima, per farlo morire, l’hanno agitato». Allora, Fakir chiede: «Foto, foto, foto! ».
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La perquisizione e l’antidepressivo
L’Ausl intanto fa sapere in una nota che la ricostruzione secondo cui i poliziotti avrebbero espressamente chiesto un’automedica alle 12.17 non inviata per indisponibilità «non è confermata al momento dalle registrazioni delle chiamate e dalla documentazione della Centrale 118». La perquisizione della casa in cui abitava a Borgonuovo di Sasso Marconi ha portato al sequestro di un farmaco antidepressivo che a quanto pare Abderrahim non voleva assumere. Il legale Fabio Anselmo ha depositato un’istanza in procura in cui contesta l’applicazione dello scudo penale per i poliziotti e denuncia «un eccesso colposo nell’uso della forza».
Il sindaco Lepore e la manifestazione
Nel frattempo Lepore rischia. Il sindaco ha scelto di annunciare solo oralmente alla Questura la manifestazione sfociata negli scontri, con circa 60 agenti feriti. Alla polizia non è stato infatti presentato il preavviso scritto e firmato dagli organizzatori di ogni iniziativa di piazza — che dovrebbe essere reso noto tre giorni prima — come previsto dall’articolo 18 del Testo unico leggi di pubblica sicurezza. Avrebbe avvertito solo telefonicamente la questura. Il preavviso ufficiale non è arrivato nemmeno in occasione del vertice in prefettura un’ora prima dell’evento. La sua mancanza prevede una multa da 2 a 10 mila euro, che rischierebbe di dover pagare il comune. C’è anche l’eventualità di una segnalazione all’autorità giudiziaria per manifestazione non autorizzata.

