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La ragazza precipitata dalla scuola della Gdf di Coppito è morta

24 Luglio 2026 - 08:32 Alba Romano
ragazza precipitata scuola gdf coppito morta
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Vani i tentativi di salvarla da parte dei medici dell'ospedale San Salvatore de L'Aquila
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La ragazza di 22 anni precipitata ieri pomeriggio dalla finestra della sua camera alla scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, frazione dell’Aquila, è morta nella notte. Le condizioni della giovane erano apparse da subito disperate. Vani i tentativi di salvarla da parte dei medici dell’ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese. L’allieva era stata operata per i gravi traumi riportati alla testa e al bacino. L’episodio è avvenuto verso le 17, quando la giovane è caduta dalla finestra della sua camera da un’altezza di almeno 12 metri. La ragazza era un’allieva maresciallo, al primo anno nella scuola, e proprio nei giorni scorsi aveva ricevuto la tradizionale consegna delle fiamme, il passaggio simbolico che segna lo status di allieva finanziere maresciallo.

La ragazza precipitata dalla scuola della Gdf

Secondo quanto trapelato, la festa in programma lunedì prossimo per salutare i finanzieri del terzo anno in partenza dalla scuola sarebbe ora a rischio. Nel 2024, un capitano di 32 anni, istruttore della scuola, era stato denunciato da un’allieva di 24 anni che aveva raccontato di essere stata convinta dall’ufficiale a raggiungerlo a casa, perché avrebbe avuto in anticipo le risposte di un test d’esame. In quella circostanza l’uomo avrebbe violentato la ragazza. Nell’indagine erano finite anche le chat dei capitani della FInanza che insegnavano nella scuola in cui i militari si lasciavano andare a commenti e giudizi sulle allieve. Per quella vicenda alla fine erano stati tre i capitani indagati.

I precedenti della scuola

Nella primavera del 2025 erano emersi invece casi di presunti maltrattamenti e vessazioni nei confronti degli allievi. Erano stati bollati dai sindacati interni Usif e Siaf come falsi, accusando chi denunciava di voler solo alimentare una «gogna mediatica».

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