Boy George si schiera con una canzone filo-israeliana e i social si infiammano

«Tu dici genocidio, io dico guerra» è questo l’incipit del nuovo brano di Boy George, ex stella del pop inglese anni ’80. Il brano si intitola We Will Dance Again, il titolo è stato pubblicato in ebraico (עוד נרקוד) ma la matrice filo-israeliana sarebbe stata comunque assai evidente. Questo perché l’ex Culture Club ha scritto un testo che non lascia troppo spazio a punti interrogativi: «Non menzioni mai il 7 ottobre / Giovani violentati contro gli alberi / Omicidi a Tel Aviv / Per il crimine di ballare / Condanni gli ebrei, con memoria selettiva / Musicisti che tengono bandiere, con la bocca come pecore / La propaganda alimentata da Internet sembra così debole». La presa di posizione di Boy George è squisitamente politica, l’artista classe ’61 non è infatti di religione ebraica ma, canta nel ritornello: «Se mai avrai dei dubbi io sto con gli ebrei. Non mi sento coraggioso, ho solo bisogno di comportarmi da essere umano».
#Shalom pic.twitter.com/0BfHIrThzO
— Boy George (@BoyGeorge) July 26, 2026
Le reazioni
Boy George ha scelto, forse non a caso, la piattaforma X per pubblicare il suo brano, ricevendo una marea di critiche, spesso violente, e un fioccare di bandiere palestinesi. Qualcuno ha anche ricordato i tempi di The War Song, era il 1984, e lui, in qualità di frontman dei Culture Club, cantava «War Is Stupid». We Will Dance Again è un brano dalle forti venature reggae e c’è chi si chiede se l’evidente provocazione che manifesta il testo non sia magari un modo per risollevare le sorti di una carriera caduta in picchiata verso l’oblio. Una carriera che, per intenderci, ha toccato il livello San Marino Song Contest, ovvero la scorciatoia che molte vecchie glorie, anche italiane, prendono per provare a darsi nuova visibilità sperando di rappresentare la micronazione all’Eurovision Song Contest. Boy George ha vinto l’edizione 2026 con un brano cantato con l’italianissima Senhit, Superstar, ma una volta giunti a Vienna, dove si è tenuta l’ultima edizione dell’ESC, non sono riusciti nemmeno a ritagliarsi un posto per la finale. Triste declino. Triste storia.

