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Gail Macrae e il Remdesivir: la bufala “zero morti di Covid”

30 Luglio 2026 - 18:09 David Puente
I dati epidemiologici smentiscono questa tesi
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Circola una foto di una donna accompagnata da una narrazione che attribuisce alla “informatrice” Gail Macrae, presentata come infermiera in prima linea, una dichiarazione secondo la quale zero pazienti sarebbero morti di COVID-19. Secondo il testo virale, le morti sarebbero state causate dal farmaco antivirale Remdesivir e dai ventilatori meccanici, mentre gli ospedali erano «mezzi vuoti» e i medici avrebbero ucciso i pazienti per intascare bonus governativi. Le dichiarazioni di Macrae sono opinioni infondate personali, smentite da anni di dati epidemiologici internazionali. Questa recente narrazione è una versione amplificata e decontestualizzata di affermazioni che circolano almeno dal 2023.

Chi è Gail Macrae e cosa ha detto davvero

Gail Macrae è una ex infermiera californiana, licenziata nel 2021 dal Kaiser Permanente Santa Rosa Medical Center per essersi rifiutata di vaccinarsi contro il COVID-19. Ha lavorato in reparti di terapia intensiva, telemetria e come ostetrica dal 2012 al 2021. Le sue dichiarazioni sui protocolli ospedalieri durante la pandemia circolano da almeno aprile 2023, quando fu intervistata da media dell’area no-vax americana. La versione attuale, con la formulazione «zero pazienti morti di COVID» e «omicidio per denaro», è un testo riassuntivo costruito da terzi attorno alle sue posizioni, rielaborato e amplificato fino a 1,4 milioni di visualizzazioni su X prima della nuova ondata di luglio 2026, come documentato dal fact-check di The Journal.

Macrae non è una fonte primaria sui dati di mortalità COVID, ma una singola operatrice sanitaria che descrive la propria esperienza in un reparto di un ospedale californiano. Le sue osservazioni non costituiscono uno studio, non sono peer-reviewed e non possono essere generalizzate all’intera pandemia.

I dati sull’eccesso di mortalità smentiscono la tesi di “zero morti di COVID”

L’affermazione che zero pazienti siano morti di COVID-19 è smentita da una mole di dati epidemiologici indipendenti. L’OMS ha stimato che tra il 2020 e il 2021 la pandemia ha causato circa 14,9 milioni di morti in eccesso a livello globale, quasi tre volte i decessi direttamente notificati come COVID.

In Italia, i dati congiunti ISTAT-ISS documentano un eccesso di mortalità totale di 178mila decessi dall’inizio della pandemia a gennaio 2022. L’eccesso di mortalità si misura confrontando i decessi effettivi con la media storica attesa e non dipende da come i medici compilano i certificati di morte né da classificazioni ospedaliere.

Il Remdesivir: un farmaco controverso ma non un’arma omicida

Il Remdesivir è un antivirale approvato dall’EMA nel luglio 2020 per il trattamento del COVID-19 grave. Il suo profilo è controverso nella letteratura scientifica, dove alcuni studi randomizzati controllati hanno mostrato benefici limitati, mentre altri non hanno rilevato impatti significativi sulla mortalità. L’AIFA, nella propria analisi degli studi disponibili, ha documentato risultati contraddittori sulla mortalità a 28 giorni, con tendenze favorevoli in alcuni sottogruppi ma senza significatività statistica in diversi trial.

Nel novembre 2020 l’OMS aveva sconsigliato il farmaco per i pazienti ospedalizzati sulla base dei dati dello studio Solidarity. Non è in discussione nella comunità scientifica, però, che il Remdesivir causi decessi di massa sostituendosi al COVID come causa di morte è un’affermazione che non trova riscontro in nessuno studio comparativo.

Anche la ventilazione meccanica è al centro di un dibattito clinico reale. Si è discusso molto, durante la pandemia, su quando intubare e quando attendere, ma la ventilazione meccanica è un trattamento di supporto vitale usato quando i polmoni non riescono a ossigenare il sangue autonomamente e non è stata introdotta come strumento per uccidere i pazienti.

Conclusioni

Le dichiarazioni attribuite a Gail Macrae nella versione virale circolante sono false. L’affermazione che zero pazienti siano morti di COVID-19 è smentita da anni di dati epidemiologici indipendenti, dall’eccesso di mortalità documentato da ISTAT, ISS e OMS, e da ogni sistema di sorveglianza sanitaria dei paesi colpiti dalla pandemia.

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