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Beatrice Venezi volta pagina dopo la Fenice. Ora dirigerà in Russia e Georgia. «Vorrei dimenticare Venezia e concentrarmi sul futuro»

31 Luglio 2026 - 17:15 Olga Colombano
La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi e Bianca Guaccero negli studi Rai di Napoli dove hanno registrato il programma 'Viva Puccini' 2024
La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi e Bianca Guaccero negli studi Rai di Napoli dove hanno registrato il programma 'Viva Puccini' 2024
Dopo la rottura con il teatro veneziano e la battaglia legale ancora aperta, la direttrice d'orchestra guarda ai nuovi impegni internazionali
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«Vorrei dimenticare Venezia. Nel senso che sono proiettata a costruire, non a distruggere». Beatrice Venezi racconta così il suo momento dopo la lunga e travagliata vicenda che l’ha vista protagonista al Teatro La Fenice. In un’intervista a Adnkronos, la direttrice d’orchestra definisce quella fase «complessa e dolorosa» e annuncia di voler guardare avanti, concentrandosi sui nuovi progetti internazionali.

La nuova avventura tra Russia e Georgia

Il prossimo appuntamento sarà in Russia, a Novosibirsk, dove debutterà alla guida de La Traviata di Giuseppe Verdi. «Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese», racconta. Accanto all’impegno russo, Venezi conferma anche il rapporto con la Georgia, dove tornerà per un festival al quale partecipa da diversi anni: «Andrò sia ad agosto sia a settembre, con diversi concerti. Sono realtà artistiche che mi stanno dando molto e rappresentano una parte importante del mio percorso».

«Ho pagato abbastanza, ora voglio andare oltre»

Ripensando alla vicenda veneziana, Venezi racconta di aver seguito la strada della resistenza dopo aver ricevuto rassicurazioni dalle istituzioni che l’avevano sostenuta. «Quando ti dicono continua, resisti, e te lo dice il sindaco, il sovrintendente, il ministro della Cultura e tutti i referenti possibili, una persona pensa: va bene, allora andiamo avanti», racconta. La direttrice però ammette anche una forma di autocritica: «So che sono stati fatti tanti errori da parte di tutti. Se tornassi indietro sicuramente affronterei le cose in modo diverso, oppure forse non le affronterei proprio». La vicenda, precisa, non è comunque chiusa sul piano giudiziario perché Venezi ha impugnato il recesso deciso dalla Fondazione La Fenice e dice di avere fiducia nella magistratura: «Sono sicura che anche questa vicenda legale potrà contribuire a rendermi giustizia nella verità».

Dalla nomina alla rottura con la Fenice

La crisi era iniziata il 22 settembre 2025, quando il sovrintendente Nicola Colabianchi aveva annunciato la nomina di Venezi come direttrice musicale del teatro veneziano. La scelta aveva provocato contestazioni interne, con lo stato di agitazione dell’orchestra e del coro, proteste, scioperi e manifestazioni. A complicare il quadro anche un’intervista rilasciata dalla direttrice al quotidiano argentino La Nación, nella quale aveva parlato dei posti nell’orchestra trasmessi di padre in figlio, suscitando ulteriori polemiche. Il 26 aprile la Fondazione aveva comunicato l’interruzione della collaborazione, decisione poi contestata legalmente da Venezi.