Suicidi a catena tra i funzionari di governo, la Francia apre un’inchiesta: cos’è successo

A denunciare è Flore (nome di fantasia), una funzionaria degli uffici del primo ministro francese che il 25 giugno ha presentato un esposto alla magistratura denunciando quella che definisce «un’inerzia collettiva» di fronte al dilagare del mobbing sui dipendenti pubblici. Si perché Flore, due mesi prima, aveva cercato di lanciarsi sui binari di una stazione parigina ed era stata salvata in extremis da un passeggero. La sua denuncia ha portato alla luce, come riporta Le Monde, una «macabra serie di suicidi, tentati suicidi e una morte sospetta» avvenuti nell’arco di pochi mesi all’interno dei servizi del primo ministro, la struttura che coordina l’azione del governo sotto l’autorità del capo dell’esecutivo e riunisce una cinquantina di amministrazioni. Una sequenza di episodi che ha infine spinto le autorità ad aprire un’indagine sui rischi psicosociali, estesa a tutti i dipartimenti dell’ufficio del primo ministro.
I servizi del primo ministro
I servizi del primo ministro garantiscono la continuità dell’azione amministrativa, coordinano il lavoro dei ministeri e svolgono un ruolo centrale nella preparazione dei provvedimenti legislativi. La struttura comprende una cinquantina tra segreterie generali, direzioni e missioni. Come racconta France Inter, è un luogo tanto strategico quanto discreto, raramente finito sotto i riflettori. Negli ultimi anni, però, secondo diversi dipendenti intervistati dall’emittente francese, il clima si sarebbe progressivamente deteriorato. A pesare sarebbe stata soprattutto l’instabilità politica visto che in appena due anni la Francia ha cambiato quattro governi. «È come se arrivasse un nuovo esercito ogni sei mesi. Il capo di gabinetto entra, impone una nuova organizzazione. Cambiano le squadre, riorganizzano gli uffici, sostituiscono i telefoni: noi dobbiamo semplicemente adattarci», racconta un rappresentante del personale. A questa instabilità politica si aggiungono profonde riorganizzazioni amministrative, avviate con la Revisione Generale delle Politiche Pubbliche nel 2007 e proseguite nel 2012, con l’obiettivo di ridurre i costi.
Il caso di Flore, relegata a un seminterrato
Quando, lo scorso aprile, Flore è andata verso la stazione ferroviaria più vicina a casa, aveva già scritto il testamento. Dietro quel gesto c’erano 16 mesi di sofferenza sul lavoro. Funzionaria pubblica di categoria A, Flore racconta che la sua situazione è precipitata alla fine del 2023, dopo un cambio della dirigenza. Progressivamente è stata isolata dal resto del team e trasferita in un ufficio al piano seminterrato. «È stata resa invisibile: non veniva più invitata alle riunioni, è stata rimossa dall’organigramma, non contava più nulla. È stata derisa e diffamata, come accade nei casi di bullismo scolastico», racconta la sua avvocata, Christelle Mazza. Flore si è rivolta al sindacato e ha chiesto formalmente tutela al superiore del proprio responsabile, senza ottenere alcun intervento concreto. L’unica soluzione che le sarebbe stata prospettata è stata quella di lasciare il dipartimento. «Alla fine, il problema è diventato lei», conclude Mazza.
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Altri quattro suicidi e tentativi di suicidio in soli sette mesi
Il caso di Flore si inserisce in una serie di episodi che, secondo i sindacati, delineano un quadro allarmante. Il 6 ottobre 2025, un’agente dei servizi di informazione legale e amministrativa ha tentato il suicidio sul posto di lavoro «tagliandosi la gola con un taglierino». L’incidente non è stato riconosciuto come infortunio sul lavoro perché un’indagine esterna ha concluso che non sussistevano rischi psicosociali nel suo dipartimento. Sei mesi dopo, il 24 marzo, un funzionario del segretariato generale per gli investimenti si è tolto la vita a casa sua mentre lavorava da remoto. Due giorni dopo, un dipendente del segretariato generale del governo si è buttato sotto un treno a Val-d’Oise: il suo dipartimento era in fase di riorganizzazione con riduzioni di personale e lui aveva lasciato una lettera in cui spiegava la sua decisione. Infine, il 17 giugno, il corpo senza vita di una giovane agente della direzione interministeriale della trasformazione pubblica è stato trovato nei bagni dei locali governativi nel centro di Parigi.
Foto Copertina: Hôtel Matignon, la residenza ufficiale del primo ministro francese. Foto di Andre Pain

