Ultime notizie Caldo recordDonald TrumpFIFAImmigrazioneIncidenti aerei
ATTUALITÀCarcereGiovaniInchiesteMaltaPedopornografiaScuolaTerrorismo

«Devi inventare un allarme bomba»: così il 15enne è finito in carcere a Malta

06 Agosto 2026 - 10:33 Alessandro D’Amato
flavio santoiemma carcere malta perche
flavio santoiemma carcere malta perche
Il 15enne sarebbe stato adescato sulla piattaforma Roblox. Ora è accusato di pedopornografia e organizzazione terroristica
Google Preferred Site

È accusato di procurato allarme e di detenzione di materiale pedopornografico il 15enne che si trova in un carcere minorile a Malta sarebbe stato vittima di un ricatto. Il Corriere della Sera racconta che il minorenne rinchiuso a CoRRS è stato adescato sulla piattaforma di gioco Roblox. I predatori lo hanno costretto a far scattare l’allarme alla Lily of the Valley Secondary School di Mosta, dove vive con la famiglia da 5 anni. Ma il tribunale di Malta tra i capi d’imputazione ha sollevato anche quello di organizzazione terroristica. Accusandolo di essere affiliato a un gruppo criminale internazionale.

«Devi far scattare un allarme bomba»

«Devi far scattare un allarme bomba nella tua scuola», gli avrebbero detto. Si tratta, secondo la ricostruzione della difesa, di persone che inviano archivi interi di immagini con riferimenti a pedopornografia, nazismo e altri orrori. Poi minacciano di far sapere tutto alla famiglia e alla polizia. Così sarebbe andata nel caso del 15enne. La prossima udienza del processo è fissata per il 19 agosto. Sul caso dei gruppi violenti online sono state depositate interrogazioni in parlamento. «Non si tratta di un caso di scherzo telefonico o di un singolo episodio isolato. E’ accusato di una vasta gamma di reati gravi, tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione», ha detto ieri il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield.

L’Europol

Malta – ha spiegato Bedinfield – sta gestendo in collaborazione con Europol e sulla quale «saranno i tribunali a pronunciarsi sulla base delle prove presentate». Fonti del dipartimento carcerario, interpellate al proposito, hanno riferito che il ragazzo viene tenuto lontano dai coetanei nel penitenziario minorile per motivi di sicurezza «anche nei confronti degli altri detenuti». La Correctional Services Agency (CSA) che gestisce i penitenziari maltesi «opera nel pieno rispetto delle norme e dei diritti umani», ha precisato il ministro. Sottolineando che la Csa «è incaricata della custodia sicura, protetta e legale di tutte le persone rinviate a giudizio o condannate dai tribunali, in conformità con le leggi maltesi e gli obblighi internazionali».

Il CoRRs

Sul fronte del percorso riabilitativo all’interno del centro CoRRS, Bedingfield ha spiegato che l’équipe ha continuato a valutare e adattare la routine quotidiana del ragazzo «con l’obiettivo di aumentare il suo coinvolgimento, sostenere il suo benessere e facilitare la sua riabilitazione all’interno di un ambiente strutturato, sicuro e controllato». Il giovane ora trascorre le mattinate in una stanza comune e beneficia di due ore al giorno in una sala giochi dotata di attrezzature per il fitness e lo svago.

Il ministro ha infine assicurato che «la comunicazione con la famiglia del detenuto rimane una priorità», con contatti regolari tra il responsabile del centro e i genitori, e che il caso è monitorato costantemente da un team multidisciplinare ed ha concluso affermando che l’Agenzia continuerà ad adempiere ai propri doveri legali «rispettando pienamente l’indipendenza del processo giudiziario e astenendosi dall’esprimere ulteriori commenti su questioni che sono attualmente all’esame dei tribunali».

leggi anche