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Attentato a Ranucci, i bombaroli restano in carcere: «Non sono credibili». Cosa non torna nella loro ricostruzione

31 Agosto 2026 - 20:39 Alba Romano
Attentato Ranucci Passariello
Attentato Ranucci Passariello
Il gip di Roma ha respinto l'istanza di attenuazione della pena per Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, nonostante confessione e collaborazione
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Restano in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due dei presunti esecutori del (finto) attentato a Sigfrido Ranucci dello scorso 16 ottobre 2025. Il gip di Roma ha infatti respinto la richiesta degli avvocati, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, che avevano depositato nei giorni scorsi un’istanza di attenuazione della pena per i loro due assistiti, confidando negli arresti domiciliari. A fornire un parere negativo alla richiesta è stata anche la procura di Roma. Non sono bastate dunque a convincere il gip l’ammissione di responsabilità e la collaborazione mostrata dei due, che interrogati negli scorsi giorni a Rebibbia avevano detto di non sapere neppure chi fossero Ranucci o Valter Lavitola, e assicurato che l’intera azione non sarebbe stata che «un cinema», tale da non ferire o danneggiare nessuno.

Cosa non torna nella ricostruzione dell’attentato

Per il gip di Roma c’è «reticenza» e «non credibilità» in alcuni passaggi dell’interrogatorio reso giovedì scorso da Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello A riferirlo sono fonti legali della difesa, che avevano depositato nei giorni scorsi un’istanza di attenuazione della pena per i loro due assistiti. In particolare – viene riferito – il gip non ritiene attendibile il fatto che i due non fossero a conoscenza della composizione interna dell’ordigno, né la ricostruzione fornita dai due sulle modalità di approvvigionamento del materiale esplosivo. Per questo al momento restano le esigenze cautelari, anche alla luce dell’aggravante del metodo mafioso di cui i due indagati sono accusati.

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