Legge elettorale, tornano le preferenze, via la norma «taglia cespugli» e si lavora al ballottaggio. Vannacci: «La mossa della paura»

L’impianto dello Stabilicum o Melonellum rimane quello che la premier Giorgia Meloni ha ipotizzato già nei mesi scorsi. Ma nelle file del centrodestra sono molti a pensare che, più che il modello ballottaggio lanciato questa estate da Marcello Pera, a prevalere, una volta arrivati in aula – con l’attuale testo e magari senza relatore – sarà la scelta del binario morto. Per votare con una legge, quella attuale, che dà maggiore spazio elettorale ai partiti anche in vista di un pareggio.
La seconda riunione dei tecnici della maggioranza, seguita a quella domenicale, avrebbe confermato l’impianto degli emendamenti che dovrebbero arrivare domani, 1 settembre, in Affari Costituzionali al Senato, in tempo per la scadenza delle 12.
No alla norma «taglia cespugli»
Il dettaglio tecnico più interessante riguarda lo stop alla norma «taglia cespugli» cioè quella che, nella stesura passata alla Camera, prevede che solo il primo tra i partiti in coalizione che arrivano sotto la soglia del 3% contribuisce ai voti dello schieramento mentre gli altri non solo non eleggono nessuno ma non aiutano in alcun modo l’alleanza di appartenenza. La norma era tra quelle a maggior rischio di costituzionalità e sull’argomento, per quanto risulta ad Open, era stato allertato anche il Quirinale, il fatto che salti potrebbe rendere più semplice la navigazione dell’intero testo.
Ti potrebbe interessare
- Le primarie e il risiko di Renzi: ragiona sui nomi, ma non esclude la discesa in campo
- Onorato arruola La Vardera (con la sponda dei Cinque Stelle) e sfida il Campo largo: «Avremo un candidato alle primarie»
- La Russa e la previsione: «Giorgia Meloni Presidente della Repubblica? Secondo me lo diventerà non questa volta, ma la prossima»
Più politica la valutazione sulle preferenze, saltate alla Camera per un solo voto contrario: in questa nuova stesura riappaiono, posto che il capolista è bloccato, ma con minore importanza per l’alternanza di genere che non è prevista né per i capolista, né per le liste di partito ma solo nel listino del premio circoscrizionale (che però dovrebbe prevedere gli stessi nomi dei listini con le preferenze).
L’ipotesi ballottaggio
L’idea di inserire nel testo il ballottaggio sta prendendo corpo come piano alternativo, tanto che in serata Repubblica.it ha rilanciato la notizia che a presentare l’emendamento che propone il ballottaggio non sarà solo, come pareva inizialmente, Marcello Pera, ma anche il resto della maggioranza con un proprio testo (gli emendamenti vanno tutti presentati entro domani anche se quelli per la commissione potrebbero decadere).
L’inserimento di un ballottaggio nello Stabilicum avrebbe l’indubbio merito di permettere al centrodestra un appello al voto utile per gli elettori del Futuro nazionale di Roberto Vannacci senza obbligare la coalizione ad una alleanza strutturale, ma tra i premi collegati a listini, la doppia votazione per Camera e Senato le incognite non mancherebbero. Secondo alcune fonti di maggioranza contattate da Open il dibattito sul ballottaggio potrebbe servire soprattutto ad allungare i tempi della discussione.
Il testo dell’emendamento prevede che solo le coalizioni che superano il 40% partecipano al ballottaggio, dovrà essere previsto sia per la Camera sia per il Senato e includerà l’assegnazione del listino di 70 parlamentari alla coalizione vincitrice. Un’idea che convincerebbe soprattutto Forza Italia, meno la Lega e con qualche dubbio Fratelli d’Italia.
Con gli attuali sondaggi al momento infausti per il centrodestra, votare con l’attuale legge elettorale darebbe più garanzie almeno per avere una certa rappresentanza tanto per Forza Italia quanto per la Lega, anche se la premier Giorgia Meloni, per quanto si sa, ha sempre detto in pubblico e in privato di preferire l’eventuale sconfitta al pareggio.
La reazione di Vannacci, le critiche del centrosinistra
L’ipotesi che la legge elettorale includa un ballottaggio ha suscitato l’ilarità (ma forse anche la preoccupazione) di Roberto Vannacci che ha parlato sui suoi social di mossa della paura: «Si parla di ballottaggi, di nuove formule elettorali, di meccanismi capaci di mettere al riparo il centrodestra dal rischio rappresentato da Vannacci. Se siamo così irrilevanti perché tanta fretta di cambiare le regole?».
Duro anche il commento di Elly Schlein che ha sottolineato come la discussione sia ripartita nel giorno in cui il Sole 24 ore ha certificato l’aumento del 30% in cinque anni del carrello della spesa: «Mentre le famiglie italiane pagano di tasca propria l’incompetenza di questo governo, con i carburanti alle stelle, i generi alimentari che costano quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa e le bollette più care d’Europa, Giorgia Meloni pensa soltanto a cambiare la legge elettorale».

