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Nepal, le vittime salgono a oltre quota mille. Ancora dispersi i tre italiani Marco Ratto, Patrizia Marziale e Luca Barachini

01 Settembre 2026 - 08:22 Stefania Carboni
nepal italiani dispersi
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Drammatico anche il conteggio totale dei dispersi, che sono attualmente oltre 4.400. Tutti gli aggiornamenti
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La devastante ondata di maltempo che ha colpito l’Himalaya ha provocato un vero e proprio disastro umanitario tra Nepal e Tibet. Il bilancio delle vittime accertate ha superato quota mille: le autorità nepalesi riferiscono di almeno 987 morti, a cui si aggiungono le 16 vittime confermate sul versante tibetano. Drammatico anche il conteggio dei dispersi, che sono attualmente oltre 4.400 (circa 3.916 in Nepal e 546 in Tibet), a seguito delle violente inondazioni e delle frane che hanno travolto interi villaggi, infrastrutture e valichi di confine. Tra loro tre italiani: Marco Ratto, Patrizia Marziale e Luca Barachini.

La coppia italo – svizzera

Patrizia Marziale e Luca Barachini hanno entrambi 52enni. Sono italo-svizzeri, residenti a Lugano. Stavano affrontando un viaggio di dodici tappe da Lhasa a Kathmandu. Il loro ultimo contatto risale a mercoledì, quando hanno inviato un video ai familiari poco prima che la piena fluviale travolgesse la valle fluviale al confine tra Nepal e Tibet.

Marco Ratto, il gioielliere di Rapallo

Marco Ratto è invece un gioielliere di 50 anni originario di Rapallo, appassionato di trekking. Si trovava da solo in Nepal, per un itinerario di montagna. Aveva trascorso la notte del 25 agosto nel villaggio di Timuré con altri tre turisti stranieri. Disperso dalla mattina seguente, si presume si trovasse nei pressi dell’edificio della dogana di confine proprio mentre si abbatteva la bomba d’acqua.

Tornati gli italiani Fassini e Lombardi, testimoni della devastazione

Nel mentre sono rientrati in Italia due turisti bresciani scampati alla tragedia, Giovanni Fassini e Marco Lombardi. Atterrati all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio dopo essere rimasti bloccati per ore lungo le arterie stradali nepalesi devastate dalle piogge, hanno testimoniato la drammaticità della situazione sul campo, chiedendo rispetto per il dolore del popolo nepalese e sottolineando la necessità di aiuti internazionali urgenti per sostenere un Paese in ginocchio.