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Trovato senza vita il 24enne vittima dell’aggressione omofoba avvenuta a Vigevano

02 Settembre 2026 - 14:39 Michela De Marchi
Trovato senza vita il corpo del 24enne vittima di aggressione omofoba a Vigevano
Trovato senza vita il corpo del 24enne vittima di aggressione omofoba a Vigevano
Sulla sua morte stanno ora indagando la Polizia di Stato, il personale della Scientifica e il medico legale. Nessuna ipotesi sulle cause del decesso è attualmente esclusa
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Tragedia in provincia di Pavia: è stato trovato privo di vita il 24enne che due settimane fa era stato vittima di un’aggressione omofoba a Vigevano. Stando a quanto riportato dall’Ansa, il corpo è stato ritrovato nel suo appartamento da un ragazzo che abita nello stesso stabile. Sulla sua morte stanno ora indagando la Polizia di Stato, il personale della Scientifica e il medico legale, al lavoro per i rilievi necessari per ricostruire la vicenda. Al momento nessuna ipotesi sulle cause del decesso è esclusa.

L’episodio di omofobia

Il giovane, originario di El Salvador, da pochi mesi era ospite di un amico in un appartamento a Vigevano, dove era domiciliato. Lo scorso 21 agosto, mentre camminava vicino al ponte della Giacchetta, nella zona di piazza Ducale, è stato avvicinato da due uomini che gli hanno rivolto insulti legati al suo orientamento sessuale. Dalla violenza verbali, gli aggressori sono passati a quella fisica spingendo il 24enne nelle acque del Naviglio Sforzesco.

Dopo essere riuscito a risalire, il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso di Vigevano in codice verde, decidendo però di allontanarsi prima che venissero completate le compilazioni del referto. Il giovane ha scelto inoltre di non presentare denuncia, affermando ai Carabinieri: «Voglio solo dimenticare quei brutti momenti e non intendo sporgere denuncia. Ho avuto paura», come riportato dal Corriere di Milano.

Gli aggressori

I responsabili sono stati rintracciati da una pattuglia dei militari del nucleo radiomobile di Vigevano. Si tratta di due uomini sudamericani già noti alle forze dell’ordine: il 28enne P.B. e il 33enne O.Y.O.G, uno dei quali pregiudicato. Inizialmente i due hanno tentato di scappare e ostacolare le operazioni di identificazione, poi hanno opposto resistenza ai militari, intimidendoli con una bottiglia di vetro. Infine sono stati bloccati e denunciati dai Carabinieri per discriminazione legata all’orientamento sessuale, lesioni personali, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale durante l’identificazione. Il fascicolo è stato poi trasmesso alla Procura della Repubblica di Pavia.

Dopo l’aggressione omofoba il Centro antidiscriminazioni di Pavia aveva offerto al giovane sostegno legale e psicologico.

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