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Caro carburanti, per gli «aiuti mirati» tocca aspettare. Il governo prende tempo fino a fine settembre: «Verifiche tecniche anche con l’Ue»

05 Settembre 2026 - 22:14 Gianluca Brambilla
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Il ministro Pichetto Fratin da Cernobbio: «Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione»
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Bisognerà aspettare fino a fine mese per gli aiuti «mirati» promessi dal governo Meloni per far fronte al caro carburanti. «Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione», ha detto oggi da Cernobbio il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. La soluzione, d’altronde, non sembra di facile portata. La misura a cui sta lavorando il governo potrebbe passare da uno scostamento di bilancio. E questo, ha spiegato il titolare del Mase, significa che la «verifica delle compatibilità delle misure va fatta in rapporto anche tecnico con l’Unione Europea».

La benzina si avvicina al record storico

Mentre il governo ragiona su come intervenire, i prezzi dei carburanti continuano a correre. Il diesel, nella modalità “self”, ha raggiunto in media 2,164 euro al litro, in autostrada 2,237 euro. Mentre la benzina ha toccato 2,052 euro al litro e in autostrada 2,138 euro. Si tratta, precisa il Codacons, del secondo medio più alto di sempre raggiunto dalla benzina in autostrada, secondo solo a quello fatto registrare il 14 marzo 2022, a un mese dall’inizio della guerra in Ucraina. Se i rincari dovessero proseguire, la benzina potrebbe superare dunque il record storico di prezzo.

I sette tagli delle accise e il nodo delle coperture

La prossima settimana, per la precisione il 10 settembre, scade l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio. Ciò che si sa è che il prossimo decreto energia non prevederà tagli generalizzati, come accaduto finora, ma misure «mirate». Da marzo, ossia dall’inizio della crisi nello Stretto di Hormuz, sono stati sette gli interventi sulle accise decise dal governo, per un costo complessivo di oltre 2 miliardi. Per finanziare l’ultima proroga del taglio dell’accise sul gasolio, che sarebbe scaduta oggi, si era ricorsi a un anticipo sulle tasse sui dividendi di Eni, per circa 130 milioni di euro.

L’ultima proroga, invece, sarà finanziata attraverso il meccanismo delle accise mobili, ovvero l’extragettito Iva incassato dallo Stato che, quando aumentano i prezzi, viene utilizzato per ridurre temporaneamente l’accisa stessa. Per il prossimo decreto, che a giudicare dalle parole del ministro Pichetto Fratin dovrebbe arrivare a fine settembre, si pensa a misure rivolte a famiglie con i redditi più bassi e le categorie professionali più colpite, come gli autotrasportatori. Resta da vedere, tuttavia, dove si troveranno le coperture necessarie.

Foto copertina: ANSA/Mourad Balti Touati

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