Ucraina, Mosca chiude il consolato tedesco a San Pietroburgo. Parigi: «Putin pronto a trattare dopo le elezoni per la Duma»

La Russia ha revocato il proprio consenso alle attività del Consolato generale della Repubblica Federale di Germania a San Pietroburgo, che dovrà cessare le proprie funzioni entro il 18 settembre 2026. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri russo, precisando che la decisione è stata adottata come misura di ritorsione dopo la chiusura del consolato russo a Bonn. Tutti i dipendenti della sede diplomatica tedesca dovranno lasciare la Federazione Russa entro la stessa data.
Come sono andati i negoziati
Intanto, si è conclusa ieri sera la missione dei mediatori di pace Usa. Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe, però, intenzionato a proseguire il conflitto in Ucraina nonostante i colloqui con Steve Witkoff e Jared Kushner. Secondo quanto riferito da Bloomberg, citando alcune fonti a conoscenza dei negoziati, l’incontro al Cremlino non avrebbe prodotto una svolta. Putin sarebbe determinato a ottenere il controllo del Donetsk e riterrebbe che le forze russe possano raggiungere questo obiettivo entro i prossimi sei mesi.
Mentre l’Eliseo fa sapere che i negoziatori statunitensi hanno riferito di una «rinnovata disponibilità al negoziato» da parte della Russia durante i loro colloqui con i rappresentanti europei a Kiev ieri. «Gli americani ci hanno detto che c’è stata una rinnovata disponibilità al negoziato da parte della Russia dopo le elezioni della Duma (la camera bassa del parlamento russo, in programma dal 18 al 20 settembre) e che, in questo contesto, dovremmo prepararci a un nuovo inizio dei negoziati», ha affermato la presidenza francese durante un briefing telefonico con i giornalisti.
Anche Witkoff, al termine della missione tra Russia e Ucraina, ha parlato di «progressi sostanziali». In un messaggio pubblicato su X, ha inoltre spiegato che sono stati compiuti passi avanti, anche in vista della definizione di ulteriori colloqui trilaterali. «Trump sta lavorando intensamente per porre fine alle uccisioni e per giungere a una pace duratura e stabile», ha affermato. Secondo l’inviato Usa, gli incontri a Mosca e Kiev sono avvenuti su indicazione del presidente Usa con l’obiettivo di favorire un ulteriore dialogo e creare le condizioni per mettere fine alla guerra.
Cremlino: «La missione di Witkoff e Kushner un piccolo passo verso la pace»
Da Mosca, però, il giudizio sui colloqui resta prudente. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito l’esito degli incontri del fine settimana un «piccolo passo verso la pace», secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax. Il Cremlino, inoltre, non esclude un nuovo contatto diretto tra Putin e Trump. «Non escludiamo la possibilità di una telefonata tra i presidenti russo e statunitense dopo la visita dei negoziatori americani», ha dichiarato Peskov. Che è intervenuto anche su un altro fronte di tensione tra Russia e Occidente, quello della sicurezza nel Nord Europa. Mosca considera una «minaccia» il dispiegamento di nuovi sistemi missilistici e di artiglieria in Norvegia e, ha avvertito il portavoce del Cremlino, dovrà «adottare ulteriori misure per garantire la propria sicurezza».

