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Rula Jebreal dà della scimmia a un deputato afroamericano, poi le scuse dopo la polemica: «Ho usato un termine offensivo»

07 Settembre 2026 - 16:05 Marco Fedeli
La giornalista palestinese anti Israele
La giornalista palestinese anti Israele
La giornalista, in un'intervista a un podcast statunitense, accusa Hakeem Jeffries di prendere soldi da Israele: «Sono disgustata e inorridita dal fatto che Hakeem Jeffries stia accettando denaro da Aipac»
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«Scimmia dell’Apaic (il più potente e influente gruppo di lobby pro Israele negli USA)». Così Rula Jebreal, giornalista e scrittrice palestinese ospite di un podcast progressista statunitense The left Hook, ha definito Hakeem Jeffries, capo della minoranza democratica del Congresso americano. L’accusa al parlamentare di prendere soldi da Israele ha sollevato una polemica negli Stati Uniti.

Le tre scimmie

Jebreal, durante la puntata, ha anche definito Jeffries un «fattorino» e rendendosi conto di aver superato i limiti ha provato a giustificarsi sostenendo di non avere alcuna intenzione razzista. In risposta ad un’osservazione del conduttore, Wajahat Ali, con cui faceva notare che la parola “scimmia” ha forti connotazioni razziali, la giornalista ha affermato di riferirsi all’immagine delle tre scimmie. Quelle che non vedono, non sentono e non parlano del male.

Le reazioni

Il Congressional Black Caucus ha affermato in un post su X che non esiste un modo non razzista per chiamare un uomo di colore “scimmia” o “fattorino”.

E anche il deputato di New York Ritchie Torres ha scritto su X che chiamare un uomo di colore “scimmia” è razzismo.

Le scuse

Per placare le polemiche la giornalista è dovuta intervenire sui social con un messaggio di scuse in cui ha spiegato perché se l’è presa con il deputato: «Sono disgustata e inorridita dal fatto che hakeem Jeffries stia accettando denaro da Aipac in mezzo al genocidio di Israele in Palestina. Detto questo, un termine che ho usato per descriverlo era inappropriato e offensivo e non dovrebbe essere mai usato. Mi scuso incondizionatamente».

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