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Attentato a Ranucci, l’ex di Lavitola Natalia Potenza sentita per 10 ore dai magistrati: cosa ha detto sulla bomba e sul faccendiere

12 Settembre 2026 - 22:16 Stefania Carboni
natalia potenza
Dopo 15 anni al fianco del faccendiere, la trentaduenne argentina decide di rompere il silenzio a seguito della separazione
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Nel corso della lunghissima audizione in Procura, a Roma, durata quasi dieci ore, Natalia Potenza, la ex compagna per ben 15 anni del faccendiere Valter Lavitola, avrebbe detto che «non sapeva nulla della bomba» poi piazzata fuori l’abitazione del giornalista, Sigfrido Ranucci, il 16 ottobre del 2025 a Pomezia. La donna si è presentata in Procura a Roma per essere ascoltata come persona informata sui fatti dal pubblico ministero Edoardo De Santis e avrebbe ricostruito gli affari dell’ex compagno da quando lo ha conosciuto ed è iniziata la relazione con lui. Potenza, che gestisce il ristorante Cefalù a Monteverde Vecchio, avrebbe messo a disposizione degli inquirenti anche una serie di documenti e atti anche di natura fiscale. Nel corso dell’audizione Potenza avrebbe parlato anche del rapporto tra Lavitola e lo stesso Ranucci. 

Cosa ha detto ai magistrati

Natalia Potenza ha negato qualsiasi conoscenza sull’attentato dinamitardo davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci a Pomezia, dichiarando: «Non sapevo nulla della bomba a Ranucci». L’ex compagna di Valter Lavitola, che aveva sollecitato lei stessa la convocazione in procura con una mail, ha raccontato la genesi del loro legame, nato nel 2011 durante la latitanza dell’imprenditore in Argentina, per poi ricostruire le sue attività finanziarie e i suoi rapporti con l’ex conduttore di Report. A supporto delle dichiarazioni, la donna ha depositato una corposa memoria accompagnata da atti e documenti fiscali relativi agli affari di Lavitola tra Sudamerica e Africa, utili alla Procura per tracciare i flussi di denaro e il business dei carbon credit.

Chi è Natalia Potenza

La trentaduenne argentina ha legato il suo percorso a quello di Lavitola fin dal 2011, quando l’uomo era latitante a Buenos Aires. Da allora lo ha seguito in Italia, restandogli a fianco anche durante i processi e la detenzione, fino alla convivenza nel quartiere Monteverde di Roma e alla gestione condivisa del bistrot Cefalù.

Il punto di svolta: dal tradimento alle rivelazioni ai pm

La lealtà della donna si è incrinata ad agosto, in seguito all’uscita allo scoperto di una donna brasiliana, Adriana Linhares, che ha dichiarato pubblicamente di essere la vera compagna di Lavitola. La reazione di Potenza è stata immediata e ha travalicato la sfera privata. Il 26 agosto la donna si era presentata dai carabinieri della stazione Gianicolense notificando l’interruzione della relazione. Ha contestualmente revocato la disponibilità a ospitare Lavitola a casa in caso di arresti domiciliari e l’offerta di lavoro presso il Cefalù per l’affidamento in prova. In qualità di titolare della società Baires (che controlla il bistrot), ha allontanato dal locale tutte le persone legate all’ex faccendiere.

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