Ultime notizie Alessandro Di BattistaEmma BoninoFemminicidiGiorgia MeloniSigfrido Ranucci
SCUOLA E UNIVERSITÀGiovaniGiuseppe ValditaraScuolaViolenza sulle donne

Inizia la scuola, la lettera di Valditara agli studenti: «Il rispetto prima di tutto. Basta violenza e prevaricazioni»

14 Settembre 2026 - 13:20 Ygnazia Cigna
Il messaggio del ministro dell'Istruzione e del Merito agli istituti e agli alunni per l'inizio dell'anno scolastico 2026/2027
Google Preferred Site

«Care ragazze e cari ragazzi, cari docenti, dirigenti, personale scolastico tutto, care famiglie,
inizia un nuovo anno scolastico e vorrei cominciarlo con una parola semplice, ma fondamentale. Una parola che riguarda tutti noi: rispetto». È da qui che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sceglie di far partire il suo messaggio per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. Oggi in gran parte d’Italia gli studenti tornano tra i banchi e il ministro ha scelto di mettere al centro del suo intervento uno dei temi su cui ha maggiormente insistito durante il suo mandato, l’educazione al rispetto.

Il messaggio di Valditara: «A scuola si impara a vivere insieme»

La scuola deve essere, ricorda il ministro, il luogo in cui si impara a stare nella società. «È dove si impara a vivere insieme, a confrontarsi, ad ascoltare, a riconoscere nell’altro una persona che ha il nostro stesso valore e i nostri stessi diritti», scrive il ministro. Il percorso scolastico, nelle sue intenzioni, dovrebbe contribuire il più possibile a contrastare bullismo, violenza contro le donne, discriminazioni, odio e sopraffazione. «Ecco perché abbiamo voluto che l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette e responsabili, all’empatia e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione diventasse, per la prima volta, un obiettivo esplicito e obbligatorio del percorso educativo, nelle nuove Linee guida per l’Educazione civica e nelle nuove Indicazioni nazionali», aggiunge il ministro.

L’educazione al rispetto di Valditara

Il tema, infatti, è stato inserito anche nei nuovi riferimenti che regolano i programmi scolastici. Valditara rivendica, infatti, l’introduzione dell’educazione al rispetto, all’empatia e al contrasto della violenza e delle discriminazioni come obiettivo esplicito del percorso educativo, attraverso le nuove Linee guida per l’Educazione civica e le Indicazioni nazionali. «Non è un principio astratto, è la base di una civiltà», sottolinea il ministro. L’impostazione dell’educazione al rispetto di Valditara era nata dall’attenzione crescente ai fenomeni di violenza tra i più giovani e, in particolare, alla violenza di genere. Questo tipo di percorso nelle scuole, infatti, ha l’obiettivo di lavorare con ragazze e ragazzi sulla capacità di ascoltare, di riconoscere le differenze e rispettare l’altra persona, per intervenire sulle dinamiche di prevaricazione prima che possano trasformarsi in violenza.

No all’educazione sessuo-affettiva

Un tema che il ministro, però, da sempre tiene distinto da quello dell’educazione sessuo-affettiva, sulla quale il governo ha introdotto regole più restrittive. La nuova legge 104 prevede il divieto, nella scuola dell’infanzia e nella primaria, di attività didattiche che abbiano per oggetto «temi attinenti all’ambito della sessualità». Nelle scuole medie e superiori è invece previsto il consenso informato e preventivo dei genitori, o dello studente se maggiorenne, per le attività dedicate all’educazione sessuo-affettiva.

L’appello agli studenti

Nel messaggio di inizio anno trova spazio anche l’altro pilastro della visione di scuola di Valditara, il merito, da cui non a caso prende il nome anche il suo stesso ministero. «Un altro principio cardine è l’impegno. È la scuola del merito, che sa valorizzare i talenti di ognuno, chiedendo a ciascuno di dare il meglio di sé», scrive il ministro. L’idea è quella di una scuola che «istruisce e che educa», capace di non lasciare indietro nessuno e di unire libertà e responsabilità. Poi l’appello di chiusura a studentesse e studenti. «A voi ragazze e ragazzi dico: studiate, siate curiosi, confrontatevi, imparate gli uni dagli altri. E soprattutto imparate a rispettarvi. Perché è anche dai banchi di scuola che cominciamo a costruire la società nella quale vogliamo vivere. A voi, alle vostre famiglie, agli insegnanti, ai dirigenti e a tutto il personale della scuola, buon anno scolastico», conclude il ministro.

leggi anche